Il ritorno di Barbolini nella sua Formigine
FORMIGINE. Un ritorno carico di ricordi. Roberto Barbolini, giornalista e scrittore, sarà domenica mattina ospite al Castello nella quinta edizione del “We Can Cult”. «Per me è sempre un’emozione...
FORMIGINE. Un ritorno carico di ricordi. Roberto Barbolini, giornalista e scrittore, sarà domenica mattina ospite al Castello nella quinta edizione del “We Can Cult”. «Per me è sempre un’emozione - spiega l’autore - un ritorno a una piccola patria. Ci sono nato e ho abitato d’estate, in una casa di campagna. Sono già tornato un paio di volte, è sempre un’occasione che cerco con piacere. Formigine è anche la patria del mio maestro di giornalismo, Giorgio Giusti, oltre a essere un posto in cui ho ottimi amici». Dalle 11 in poi presenterà al pubblico il suo “L’uovo di colombo”. In caso di maltempo, il racconto del suo ultimo romanzo sarà spostato dentro il Castello. Il suo intervento rientra in una riflessione sull’attualità politica ed economica «nella speranza che emergano strategie virtuose», per citare l’assessore alla Cultura, Mario Agati. «È importante tenere una finestra aperta sul mondo - ha ripreso Barbolini - il programma è molto ricco e ci sono iniziative importanti per permettere una riflessione, un contro-investimento critico». Veniamo quindi al titolo del libro. «In effetti è un gioco. L’aneddoto si riferisce al navigatore con la “C” maiuscola, ma il mio riferimento è ai piccioni tipici modenesi: un omaggio a una tradizione perduta. Il romanzo mette in scena tanti personaggi, in chiave satirica, con aneddoti legati alle vicende che la città ha vissuto veramente». La città è Modena, anche se mai esplicitamente nominata. «Penso a quando un assessore rampante chiede di cambiare il nome da Ghirlandina in Ghiralda, quando sono scoppiate le polemiche dopo un restauro. È chiaro che è esagerato, ma si rifà alle polemiche sulla torre “incorniciata” qualche anno fa. Ma è un romanzo “glocal”, che si fa beffe della globalizzazione e del miraggio del futuro tecnocratico. Oggi il cosiddetto “effetto farfalla” è più vero che mai. Una decapitazione in Siria provoca reazioni in tempo reale. Si crea un effetto domino su ogni evento. La letteratura deve tenere conto di questo».
Gabriele Farina
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