Rivolta contro il ripetitore gigante
Campogalliano. Costruito a ridosso delle abitazioni all’insaputa dei residenti
CAMPOGALLIANO. Un enorme ripetitore telefonico, installato nell’arco di una giornata tra via Ferrari e via Barchetta, a venti metri da un condominio, ha fatto allarmare un intero quartiere. I cittadini non accettano di veder incombere sulle loro case l’enorme palo d’acciaio, e molti si sono recati in Comune per chiedere spiegazioni. Chi abita nelle vicinanze si è sentito poco coinvolto nel progetto che farebbe solo gli interessi del proprietario del terreno dove è stato edificato il ripetitore. All'ufficio tecnico del Comune spiegano di essersi attenuti a quello che aveva deciso l'Arpa: dove è sorto il nuovo ripetitore della Wind le onde elettromagnetiche sarebbero nella norma. Invece da un documento del 2009 preparatorio del Psc di Campogalliano, sarebbe stata ricavata una cartina delle zone a rischio inquinamento elettromagnetico. E l’area dove è stato installato il palo d’acciaio è tra queste.
«Dal 2009 ad oggi, si continua a peggiorare la nostra situazione di territorio già impattato da molteplici infrastrutture», spiega un campogallianese. C’è chi accusa il Comune di non aver trovato un’area pubblica lontana dal centro abitato.
Adesso il problema è anche politico, con l’intervento della lista civica di centrodestra “Progetto Campogalliano”.
«Ci sono tre elementi che non vanno - spiega il consigliere Marco Rubbiani - Una amministrazione che si preoccupa tanto della comunicazione non può “dimenticarsi” di informare la cittadinanza di quanto sta autorizzando, specie su un argomento da sempre oggetto di grandi preoccupazioni (e non è informazione sufficiente un trafiletto a caratteri minuscoli su un quotidiano). Non essendo possibile evitare tali installazioni, la stessa Amministrazione dovrebbe preoccuparsi di imporre una distanza dalle abitazioni che mantenga il decoro delle zone residenziali (non si poteva installare dall’altro lato dell’autostrada, a 300 metri più a est?). Infine, non c’è certezza che tali installazioni siano lesive della salute, ma hanno comunque un impatto negativo».
Nicola Calicchio
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
