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Castelfranco.

Scopre i ladri in casa «Mi hanno puntato un fucile in faccia»

Scopre i ladri in casa «Mi hanno puntato un fucile in faccia»

 È il dramma vissuto da un pensionato a Gaggio «Volevano portarmi via tutto, se ne sono andati con l’arma»

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CASTELFRANCO. Quando è rientrato a casa e ha intuito che c’erano degli intrusi, ha provato con un urlo a spaventarli.

Per tutta risposta si è trovato un fucile puntato in faccia, il suo fucile, con uno dei ladri che gli ha intimato in un italiano stentato di andare via.

È la disavventura - per usare un eufemismo - accaduta mercoledì sera ad Enzo Masselli, che abita in via Mavora, tra Castelfranco e Gaggio.

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Masselli, anziano che vive solo in una vecchia casa colonica, era di rientro da una visita, attorno alle 22.30: «Esco raramente - spiega - ma una conoscente è stata poco bene e sono stato a trovarla. Subito davanti a casa ho notato che il portoncino di ingresso era stato forzato. Sono entrato nel corridoio e c’era a terra tutto, compreso il contenitore dei valori, un disastro. Il tempo di provare a rendermi conto e dal priano di sopra, dove ci sono le altre stanze, ho udito distintamente un rumore, e ho capito che c’era qualcuno. Forse ho commesso un errore, ma d’istinto ho fatto qualche verso, volevo sapessero che ero in casa, volevo spaventarli. E invece da vano scale è spuntato quell’uomo, armato di fucile».

L’anziano castelfranchese ricorda di essersi fatto indietro, nel corrioio, verso l’uscita, e che il ladro è sceso dalle scale puntandogli l’arma e urlando parole del tipo “Vai via, vai via”. Probabilmente erano slavi, anche se l’anziano li descrive come nomadi.

«Mi puntava il fucile e così mi sono allontanato, appena fuori ho chiamato i carabinieri con il telefono. Sono arrivati e con il mitra spianato sono entrati in casa, ma i ladri erano già usciti dalla porta dall’altra parte della casa. Secondo me sono scappati a piedi, non ho sentito rumore di auto nei paraggi, evidentemente l’avevano lasciata a distanza...».

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Quando Enzo ha potuto così rientrare in casa si è reso conto del caos: «Avevano già ammucchiato sul letto tutto, vestiario incluso, sopra un lenzuolo. Nel cortile poi ho trovato la tv e altra roba che avevano già portato all’esterno. Mi hanno rubato altri elettrodomestici, ma non ho ancora fatto tutto l’inventario. Di sicuro manca il fucile da caccia, uno dei tre che detenevo regolarmente, fin da quando andavo spesso a caccia».

I carabinieri, forse a scopo precauzionale, si sono portati via le altre due armi, mentre gli accertamenti sono per rapina, quantomeno impropria, e non furto, dal momento che la vittima è stata minacciata con un’arma da fuoco.

«Erano già venuti qualche giorno fa - spiega affranto Enzo - ma non avevano combinato questo finimondo...».

Alberto Setti e Gino Esposito

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