Stefano Rimini: mi candido consigliere Pd
Beni comuni, partecipazione e sostenibilità morale politica. Sono i tre punti con cui Stefano Rimini ha presentato la sua candidatura a consigliere regionale. Trentaquattrenne, ha già seduto in...
Beni comuni, partecipazione e sostenibilità morale politica. Sono i tre punti con cui Stefano Rimini ha presentato la sua candidatura a consigliere regionale. Trentaquattrenne, ha già seduto in consiglio comunale. È il primo a fare un passo avanti in vista delle consultazioni del Partito democratico. «Preferivo le primarie - ha spiegato Rimini, dottore in scienze politiche - dall’8 al 25 settembre si riuniranno le assemblee dei circoli del Pd. Ci saranno valutazioni sugli uscenti e poi verranno chiesti i nomi dei candidati, infine i voti per alzata di mano». Un processo che porterà ai nomi dei candidati a consiglieri. «È chiaro che se un assessore è stato appena nominato - ha detto, garantendo di non essere in “quota” di nessuno - e già si candida in Regione, non è un bel messaggio». Rimini ha aggiunto che intende puntare sulla tutela del pubblico, iniziando dalla sanità. Per l’edilizia, nessun “blocco” per le costruzioni, ma riqualificazione di aree in disuso. Rimini ha aggiunto che intende migliorare il grado di fiducia dei cittadini verso la politica. «Propongo la cittadinanza attiva come un metodo - ha ribadito - serve la partecipazione dal basso per le scelte strategiche in ogni settore». Infine, il tema delle indennità regionali. «Un consigliere prende un netto sui quattromila euro al mese - ha concluso - per assessori e presidente la cifra si aggira sui settemila. Se un sindaco di un piccolo Comune prende sui 1.500 euro e lavora di più, allora bisogna tagliare ancora i costi». (g.f.)
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