Il colonnello lascia dopo 7 anni
Carlo Carrozzo tra i protagonisti della lotta al crimine in città
Sette anni al servizio della città, spesso sul fronte, chiamato a dirigere, ad intervenire, ad indagare spalmando sul territorio i suoi uomini del reparto operativo, portando in carcere per la prima volta a Modena i referenti del Clan dei casalesi con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico, mettendo a nudo le infiltrazioni nel Modenese e poi ancora estorsori, rapinatori, truffatori, reinvestitori (vedi la vicenda dei fratelli Pelaggi e della bomba davanti all’Agenzia delle entrate) di denaro sporco. Insomma, sette anni non certo in Tibet ma in una Modena «che ho visto cambiare nel tempo - dice - dove man mano che la crisi è avanzata si è acuita la volontà di percepire sicurezza da parte dei cittadini. E il nostro lavoro non poteva che partire da qui». Carlo Carrozzo, l’uomo, è legato alle nostre vie, ai quartieri, alla gente «aperta, leale e con forte senso civico e che vive in una città di alto livello per qualità della vita», ha convissuto gli umori e i dolori dei cittadini ogni giorno. Il colonnello Carlo Carrozzo ora lascia l’orizzonte di via Pico della Mirandola per un ufficio vista mare, a Bari, quello di dirigente ufficio personale al comando di legione Puglia a Bari. Lì trasferirà acume, tenacia e serietà professionale. Al suo posto entra il colonnello Domenico Cristaldi, dalla Dia di Catania.(s.to)
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