Gazzetta di Modena

Modena

Rapina violenta in villa, preso il bandito

di Gabriele Farina
Rapina violenta in villa, preso il bandito

Soliera. Banda di ladri scoperti, per fuggire accoltellano il marito che difendeva moglie e bimbo. In manette un serbo

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SOLIERA. È stato arrestato in provincia di Bologna dai carabinieri uno dei quattro banditi che ad inizio agosto avevano aggredito una famiglia di Soliera, ferendo con un punteruolo un agricoltore, per commettere una delle razzie che stanno preoccupando ovunque, anche nella Bassa.

Si tratta di un serbo di 40 anni, un personaggio che da Bologna dicono non nuovo a questo tipo di sortite, ma che stavolta è stato incastrato dalle indagini condotte dai carabinieri di Soliera, della compagnia di Carpi.

Elementi vagliati dalla Procura di Modena, che alla fine ha coordinato l’operazione iniziata l’altro ieri, disponendo una perquisizione e un fermo del pm.

Perchè l’arresto del serbo è forse il primo passo, diretto a smantellare una banda di balordi che già altre volte in passato aveva tartassato la Bassa, con furti di auto e colpi in casa.

Quello commesso a Soliera risale al 9 agosto scorso. Siamo in via Morello Confine, in una villa di campagna. È qui che i banditi tentano il colpo. Suonano il campanello, nessuno risponde e decidono che possono agire indisturbati. Non prevedono che nell’abitazione ci sia una giovane mamma, impegnata ad allattare il figlio neonato. La donna sente armeggiare alla porta, si avvicina e capisce quello che sta accadendo. Chiama il marito al telefono, che si trova in un terreno vicino, e probabilmente chiama anche i carabinieri.

Nel frattempo i ladri forzano la porta, ma la donna urla, loro restano sulla porta e in quel momento arriva il marito. I banditi tentano la fuga, il marito ne affronta uno e quello per tutta risposta gli conficca in un braccio il cacciavite con cui voleva forzare la porta della casa.

Il marito, un 35enne, nellaconcitazione cade, la moglie esce e si avvicina per soccorrerlo e uno dei banditi per tutta risposta la spintona a terra, con il bambino che teneva in braccio. Una scena di una violenza inquietante, che si conclude con la fuga della banda di ladri slavi. Una tentata rapina che per le sua dinamica spaventa, e innesca immediatamente le indagi- ni dei carabinieri. Rilievi, impronte, telecamere, testimoniznze, identikit. Inizia da quel 9 agosto un lavoro certosino, per dare un volto ai personaggi che hanno sconvolto la vita della famiglia. E alla fine i risultati arrivano, perchè le indagini conducono a Crevalcore, nel bolognese, base operativa di una banda che si muove nell’ombra, con doppie vite e con la possibilità di sfuggire sempre, di rendersi irreperibili.

Non così per il 40enne, sorpreso al suo domicilio dai carabinieri arrivati da Soliera, Ora è in carcere, in attesa dell’udienza davanti al giudice. E le indagini non sono finite qui.

Alberto Setti

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