Ris, una mattinata di caccia in San Vincenzo
Gli esperti hanno setacciato la chiesa. Indizi a supporto di nuove piste investigative?
Gli investigatori sono tornati sul luogo del delitto. Interamente coperti dalla loro armatura, ovvero guanti e tuta bianca, armati di borse e valigette dai mille trucchi e segreti alchemici e tecnologici, i carabinieri del Ris, Reparto investigazioni scientifiche, di Parma hanno trascorso una intera mattinata all’interno della chiesa di San Vincenzo in corso Canalgrande. Con loro i colleghi del Nucleo tutela patrimonio artistico, gli 007 dell’arte. Una decina di militari, un bel po’ di persone sulla scena del crimine. Una scena del crimine già setacciata dalla Scientifica della polizia di Modena, già sondata dalle altre forze dell’ordine, ma soprattutto già più volte contaminata, una chiesa che si è riempita di fedeli da Ferragosto in avanti. Perché i Ris in azione, che cosa stavano cercando? Ovviamente gli operatori si sono ben poco sbottonati, trincerandosi dietro al ritornello che ci sono indagini in corso e che non è possibile rivelare particolari o dettagli. Sta di fatto che, dentro e fuori dalla porta laterale della chiesa, si sono mosse parecchie persone e si è lavorato parecchio, non è stato quindi un sopralluogo “di cortesia”. Da quel che si è saputo comunque è che si tratterebbe di un ulteriore passaggio accurato, per controllare il già più volte controllato, cercando di trovare e registrare un qualcosa che le prime volte era sfuggito. Un tentativo in più, uno scrupolo investigativo. Molto probabile che dalle indagini sia spuntato un nuovo elemento e che i militari del Ris siano andati sul posto per verificare questo nuovo fattore od eventualità.
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