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«C’è amianto nell’acqua» e truffano anziana

«C’è amianto nell’acqua» e truffano anziana

Bottino magro limitato al contante che era in casa. Appello dell’Unione: non aprite la porta

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NONANTOLA. Hanno suonato al campanello, spacciandosi per tecnici intervenuti in seguito ad una rottura di una conduttura. L’anziana donna truffata venerdì pomeriggio a La Grande, in via Monte Ortigara, si è fatta convincere ad aprire la porta, rassicurata da quei due ragazzi dalle facce pulite, cortesi e per giunta in possesso di tubi adeguati ad una riparazione d’emergenza. Ma nel momento in cui i due truffatori hanno potuto mettere piede in casa è iniziato il raggiro, con modalità ormai tipiche e conosciute. «Signora, ci faccia vedere lì, in cucina. Sa l’amianto è pericoloso per i tubi, meglio controllare adeguatamente». La donna è disponibile e apre i vari cassetti delle pentole e dei piatti, vuole avere la certezza che tutto sia in regola. Ma mentre lei opera, controllata da uno dei falsi addetti, l’altro ha campo libero per ispezionare parte dell’abitazione. E in giro trova un centinaia di euro in contanti che si infila in tasca. Il bottino è magro, ma non cambia la sostanza delle cose: è una lotta impari contro i truffatori, che in modo ignobile continuano a fare vittime soprattutto tra gli anziani.

«Mi segnalano - ha scritto Alberto Borghi, attuale presidente dell’Unione del Sorbara - che in questi giorni alcune persone, spacciandosi per rappresentanti di enti previdenziali o altro, si aggirano per il paese chiedendo, soprattutto alle persone anziane, di entrare in casa. Se non li conoscete non fateli entrare, magari verificate prima presso ente per il quale si spacciano, e nel caso segnalatelo ai carabinieri. Diffondete a tutti e soprattutto informate e sensibilizzate le persone sole ed anziane».

I commenti e le testimonianze sul profilo facebook del presidente non si sono fatti attendere tanto che in diversi hanno evidenziato come siano operativi alcuni addetti o presunti tali, che si spacciano per venditori di Eni.

Molti cittadini li hanno allontanati, ma il timore è che suonino ai campanelli con la speranza di trovare al citofono una vittima da raggirare magari con la firma di un contratto energetico capestro o magari con una truffa di quelle che ogni giorno corredano la quotidianità dei paesi modenesi. (f.d.)

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