Gazzetta di Modena

Modena

MODENA PER PAVAROTTI

La gente di Luciano sette anni dopo in fila per ricordarlo

di Beatrice Ferrari
La gente di Luciano sette anni dopo in fila per ricordarlo

Non solo modenesi, ma anche fans dall’Italia e dall’estero «Era un grande uomo, tanto umile quanto generoso»

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Sette anni fa Modena da piazza Grande gremita come non mai salutava commossa per l'ultima volta Luciano Pavarotti.

E ieri sera quella stessa Piazza Grande ha avuto occasione di reincontrarlo attraverso la musica che tanto ha amato e ha contribuito a divulgare insieme alla la sua immensa umanità. Molti i modenesi, ma anche persone provenienti da Reggio Emilia, Milano e Torino e addirittura da fuori Italia che hanno assistito all'evento "Luciano, messaggero di pace" in onore del tenore modenese.

Fin da l primo pomeriggio, le persone hanno iniziato a mettersi in fila, sperando di poter entrare in piazza assistere all'evento seduti, occupando uno tra i 1000 posti messi a disposizione gratuitamente. Come annunciato alle 19.30 si sono aperte le barriere e in meno di dieci minuti, tutti i posti disponibili erano già stati occupati. Con molta più cautela invece si sono riempiti i posti riservati, che tra le prime file annoveravano il sindaco Giancarlo Muzzarelli, l'ex sindaco Giorgio Pighi e Carlo Giovanardi. Non è mancata, come puntualmente avviene in concomitanza con eventi di questa importanza, le lamentele da parte di tutti quelli che hanno assistito all'evento in piedi, a causa «di una organizzazione non perfetta - incalza una signora di Reggio Emilia - non penso ci siano mille posti». E ancora qualche malumore da parte di chi si è visto superare dai soliti “furbetti” che sono passati attraverso il corridoio composto solo da una corda beffando così chi educatamente aspettava il proprio turno.

Messe da parte le lamentele, l'atmosfera di ieri sera portava a chiare lettere il nome di Big Luciano.

Molti tra il pubblico hanno ricordato la sua figura, non solo come lirico per eccellenza, ma anche per la sua grande umanità. Come Giulia Bondi, vicina di casa del Maestro che ha «sempre provato un grande affetto per lui, per la sua grande generosità e umiltà».

Ieri sera è stata l'ennesima conferma di quanto affetto i modenesi hanno sempre avuto nei confronti di Luciano Pavarotti; di quanto i suoi concittadini lo conoscessero molto meglio degli altri, scambiando qualche battuta, rigorosamente in dialetto modenese, quando lo incontravano per strada. «Luciano si è dato da fare dal punto di vista sociale, culturale e politico, portando Modena nel contesto internazionale. La città risplende ancora della sua immagine», commenta Cesare Carbonieri. C'è anche chi ritorna indietro nel tempo, mentre aspetta l'inizio dell'evento, ricordando i concerti del Maestro, come anche le numerose iniziative e cause meritevoli, sempre con lo stesso sorriso, in cui traspare l'affetto e il grande insegnamento di pace per cui si è sempre prodigato.

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