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Notte di emozioni e nostalgia per la voce che cantava la pace

di Stefano Luppi
Notte di emozioni e nostalgia per la voce che cantava la pace

Spettacolo coinvolgente e pieno di sorprese quello proposto per commemorare il grande tenore bella musica, letture coinvolgenti, canzoni ben interpretate e alle fine un video che commuove

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Serata di emozioni, di impegno e di nostalgia per una grande voce e un grande uomo. È il mix offerto e vissuto ieri sera in piazza Grande nel nome di Luciano Pavarotti, messaggero della Pace.

La serata si è aperta con un lungo video che riprendeva i grandi cantanti venuti a Modena negli anni per duettare con Pavarotti al Novi Sad. Eventi memorabili che hanno portato il nome della città nel mondo. Nel video tutti, da Elton John a Laura Pausini da Eric Clapton a Zucchero e Jovanotti, si dicevano emozionati e tutti ringraziavano di essere sotto la Ghirlandina con lui, Bono Vox, suo amico e autore di Miss Sarajevo (eseguita anche ieri sera da Raphael Gualazzi e Giuseppe Gambi, ha ben riassunto con una frase rivolgendosi ad Alice Pavarotti

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«E' un vulcano d'uomo che cantava il fuoco». Poi la musica dal vivo eseguita dall'orchestra diretta dal maestro Aldo Sisilllo intervallata da letture d’eccezione. Ha cominciato Isabella Ferrari con una poesia di Berthold Brecht "I bambini giocano alla guerra è difficili che giochinpo alla pace perché gli adulti fanno la guerra". Una poesia di grande rilievo ma la serata era densissima e subito la presentatrice Milly Carlucci chiamava a esibirsi Raphael Gualazzi alle prese - molto bene, con applausi scroscianti del pubblico - con una pietra miliare della musica come "Blowin’ in the wind" di Bob Dylan.

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Dal grande singer americano al nobel sudamericano Pablo Neruda affidato alla lettura dell'attore Daniele Pecci: «Sia pace per le aurore che verranno» inizia così la poesia scritta alcuni decenni fa in nome della pace che si dilunga augurando momenti senza guerre ai «Vivi, alle terre e alle acque. Ora vi saluto, ritorno alla Patagonia, non sono che un poeta». Questa forse la scelta di maggior profondità culturale che è stata effettuata dagli organizzatori, Fondazione Pavarotti e Comune. Le prime file erano ovviamente piene dei modenesi più noti. C'erano anche i famiiari di Pavarotti, l’ormai teen ager Alice, i vertici della Fondazione e molto altri riuniti per ricordare il maestro e sperare nella pace.

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«Qualcosa del grande maestro - ha concluso Pecci emozionatissimo - è qui questa sera con noi». Passano pochi minuti e arriva un'altra pietra miliare della musica, Imagine di John Lennon che Gualazzi ha cantato e suonato insieme all'orchestra dell'opera italiana diretta dal maestro Sisillo che è direttore del teatro Comunale. A ricordare Luciano Pavarotti è stata anche Anna Cataldi, scrittrice e anche lei ambasciatore per la pace delle Nazioni Unite: «Il mondo era a Modena nel Pavarotti and friends e tutti volevano esserci, ho avuto per 9 anni l’onore di essere con Pavarotti unica italiana che poteva aiutare i bambini attraverso quella prestigiosa carica.

Per questo vi ho portato un video dove Kofy Annan introduceva Pavarotti al Kennedy Center Honors Awards io ora tornerò in Afganistan, là dove Pavarotti a suo tempo fece un grande concerto». Proprio come dice l'ex segretario dell'Onu Kofy Annan nel video del dicembre 2001 poco dopo la strage dell'11 settembre , «il Tenorissimo era così: calore umano spontaneo, i vecchi amici di una vita sempre con sé (i famosi 4 della briscola) e tanta attenzione per chi è in difficoltà, soprattutto i bambini».

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Oggi la Fondazione Luciano Pavarotti prosegue con questi progetti attraverso anche la formazione dei nuovi talenti dell'opera. Sul palco ieri sera si sono esibiti 7 giovani tenori, tutti molto emozionati come ha anche testimoniato Nicoletta Mantovani, che hanno eseguito tra le altre “Panis Angelicus”, “La donna è mobile” e “l'Ave Maria” di Schubert. Si sono esibiti, alcuni dei quali già formati da Pavarotti anni fa, Lorenzo Caltagirone, Davide Carbone, Matteo Desole, Alessandro Fantoni, Giuseppe Gambi, Marco Miglietta e Jenish Ysmanov. La lunga serata è poi proseguita tra musica ed emozioni con la presenza sul palco del giornalista Alfonso Signorini e gli altri artisti, amici e colleghi di un uomo indimenticabile.

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E alla fine, dopo il medley dei “bis” con tutti i “tenorini” insieme a cantare “Vento” Mattinata, Mamma e Granada, il colpo alle corde delle emozioni: il video di Pavarotti in Piazza Grande, che canta “Donna non vidi mai”, e più di qualcuno tra il pubblico ha trattenuto a stento una lacrima, per un uomo che il mondo non solo amava, ma ci invidiava. Una voce unica per i secoli a venire a confronto con le millenarie pietre di duomo e Ghirlandina.

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