Nuova legge anti-calamità: assicurazione obbligatoria
L’esperienza modenese usata come ispirazione per le modalità d’intervento Pd pensa al mix tra soldi pubblici e privati. M5s: «Priorità alla prevenzione»
«Nel corso dell’esame parlamentare è stato soppresso l’articolo 2 che prevedeva l’estensione della copertura delle polizze assicurative sui fabbricati privati ai rischi derivanti dalle calamità naturali, demandando modalità e termini del regime assicurativo a un provvedimento attuativo», così, nel 2012, si leggeva sul sito della Camera dei deputati durante la conversione in legge del decreto 59, quello che riformava la protezione civile dopo lo scandalo abruzzese. Ma ora, a distanza di oltre due anni, l’assicurazione obbligatoria per evitare maxi-esborsi statali sui danni da calamità naturali torna d’attualità.
Se n’è parlato anche nel corso della serata organizzata alla festa del Pd, a cui hanno partecipato l’assessore regionale Paola Gazzolo, i sindaci Alberto Borghi, Alberto Silvestri e Alberto Bellelli, in veste di presidenti delle rispettive unioni territoriali e Palma Costi. E tutti hanno dato il via libera all’idea di assicurazione obbligatoria che già si fa strada in parlamento. Ci sono chiaramente delle discriminanti per calmierare al massimo i costi: «Immagino un mix tra fondi pubblici e privati», ha spiegato la Gazzolo mentre Borghi ha evidenziato come dopo l’alluvione alcune compagnie non siano più intenzionate a stipulare polizie a garanzia dei danni da sisma o esondazioni.
La Costi ha invece fatto sintesi: «Bisogna elaborare una legge che dica chiaramente non solo come si deve intervenire sull’emergenza, con quali forze e quali mezzi. Ma è necessario definire anche tutte le modalità di ripresa: come procedere alla ricostruzione, quali strategie fiscali adottare, che incentivi mettere in campo. In Emilia abbiamo inventato passo per passo le norme: è un’esperienza che mi auguro possa servire a tutta l’Italia perché di lavoro, buono, se n’è fatto tanto».
Ma a Roma la situazione qual è? Detto molto chiaramente: la legge sulle calamità naturali viene invocata da tutte le parti a ogni disastro che l’Italia deve subire, ma non è certo considerata una priorità tanto che la si sta affrontando solo in seno ai partiti più importanti. Il Pd lavora alla Camera per modificare un vecchio disegno di legge (ne fu presentato uno nel 2013 le cui stime di spesa erano di 100 euro a unità immobiliare, incentivando anche un fondo statale per adeguare le strutture già fatiscenti) mentre al Senato c’è un progetto ex-novo. Anche i 5 Stelle stanno discutendo, partendo da un presupposto: le grandi spese statali su infrastrutture “inutili” e armamenti dovranno essere dirottate sulle messa in sicurezza del territorio, lavorando sul dissesto idrogeologico. In quel contesto si inserirà la legge che dovrà definire le modalità operative, ma sull’idea dell’assicurazione obbligatoria già si intravede un forte veto.
@francescodondi
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