Gazzetta di Modena

Modena

Pestato a sangue accanto alla giostra

di Stefano Totaro
Pestato a sangue accanto alla giostra

Tunisino esanime con la nuca fracassata. Terrore tra i passanti. I residenti esasperati circondano la polizia: «Intervenite»

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Una persona esanime, in una pozza di sangue nel mezzo di piazza Matteotti, accanto alla giostra e i giochi dei bambini. Un maghrebino che corre a piedi piangendo, portandosi le mani al volto, scomparendo verso via del Taglio. Altri quattro maghrebini che inforcano le biciclette e pedalano a razzo verso la via Emilia scomparendo nel centro. I passanti attoniti, un medico che era al ristorante assieme alla titolare che si avvicinano e cercano di prestare aiuto. Hanno un sacchetto di ghiaccio. Per terra c’è una catena per le biciclette insanguinata. Arriva la polizia, arrivano i carabinieri. I residenti scendono in piazza e scoppia l’inferno: «Basta, siamo stanchi, qui spacciano dalla mattina alla sera, siamo circondati da degrado e violenza». Il ferito, massacrato di botte perde sangue dalla nuca e dal capo. Viene portato a Baggiovara. Se la caverà in un mese di cure.

Venerdì sera, una piacevole serata in centro storico, verso le 23. Chi mangia ai tavolini fuori al ristorante, chi passeggia col cane, chi raggiunge i locali della Pomposa.

Una testimone ha seguito la vicenda sin dall’inizio. «Proprio nel centro della piazza, vicino alla giostra, si era formato un gruppetto di persone, di stranieri. I toni della voce erano alti, ma lì per lì si pensava che fossero i soliti litigi dovuti forse all’alcol. Poi sono iniziati gli spintoni, le urla. Ho sentito gridare “Basta! Basta!”. Ho visto del parapiglia, uno correre via piangendo, altri quattro o cinque che sono corsi via sulle biciclette e per terra un uomo che non si muoveva. Si vedeva il sangue attorno. Dal ristorante in piazza anche i clienti che cenavano all’esterno - racconta la testimone - sulle prime non hanno dato peso al litigio, poi hanno capito tutti che era successo qualcosa di grave. «C’era un medico tra i clienti che ha chiesto alla titolare di preparare una borsa con del ghiaccio. Si sono avvicinati, mentre altri chiamavano le forze dell’ordine. Dopo aver visto che c’era tutto quel sangue, hanno pensato fosse opportuno non spostarlo». Sono arrivate l’ambulanza, polizia e carabinieri. Intanto s’era formato un capannello di residenti e cittadini che passavano in centro. Mentre il ferito, un tunisino di 37 anni, clandestino, veniva caricato in ambulanza per essere portato in ospedale a Baggiovara, le forze del’ordine hanno iniziato a indagare. È stata trovata una catena -lucchetto per le biciclette sporca di sangue, probabilmente era tra le armi usate per picchiare la vittima. I residenti hanno “circondato” gli agenti, chiedono sicurezza, controlli per questa zona «dove si spaccia ad ogni ora e ormai da troppo tempo». Motivi dell’’aggressione? Con ogni probabilità affari di droga. Ma secondo la versione dei carabinieri, si tratterebbe di uno scherzo tra amici degenerato in botte: l’amico aggressore - assicurano i Cc - sarebbe già stato identificato.

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