«Ferrari, adesioni sindacali false»
La Rsa denuncia presunti abusi ma azienda, Cgil e Cisl frenano
MARANELLO. False adesioni sindacali in Ferrari? È la segnalazione presentata dalla Rsa Fiom Cgil della fabbrica del Cavallino, che ha chiesto la rimozione di tutti i delegati Rsa in azienda. La casa automobilistica ha replicato che non c’è stato alcun riscontro dopo le verifiche, mentre prendono le distanze dall’eventuale accaduto sia la Cgil sia la Cisl.
«Abbiamo appreso che in Ferrari - si legge in una nota firmata dalla rappresentanza sindacale aziendale Fiom-Cgil Ferrari - alcuni delegati sindacali hanno falsificato l’adesione dei lavoratori alla propria organizzazione. Con le firme false avveniva la trattenuta e veniva così sottratto denaro dalla busta dei lavoratori. Una vera e propria truffa».
Come detto, dalla Rossa hanno fatto sapere di non aver registrato alcun episodio del genere dopo le verifiche svolte per tutelare i lavoratori. Il presunto episodio era già emerso venerdì mattina da un comunicato interno della Fim Cisl. «Abbiamo voluto prendere le distanze - ha spiegato ieri Claudio Mattiello, segretario provinciale della sigla sindacale - dalle voci che si sono rincorse. Non conosco le persone né so chi possano essere stati gli interessati».
«Prendiamo le distanze a livello provinciale - ha ribadito Cesare Pizzolla, segretario Fiom Cgil di Modena - se ci sono stati episodi è giusto che l’azienda approfondisca. Non può essere un modo per rendere più difficile l’iscrizione al sindacato». Nella nota si leggeva ancora che «l’azienda al momento ha preso dei provvedimenti che hanno solo l'obiettivo di ridimensionare il fatto gravissimo». Tra i provvedimenti, secondo le sigle, ci sarebbe la “rimozione delle deleghe sindacali”.
«Così il delegato viene privato della sua responsabilità - ha ripreso Mattiello - e al lavoratore è impedito di fatto d’iscriversi liberamente al sindacato. Quando è così mi faccio carico personalmente della delega».
«Condanniamo eventuali comportamenti scorretti - ha aggiunto Simone Selmi, coordinatore provinciale Fiom/Cgil del gruppo Fiat - ma condanniamo anche l’azienda se adotta decisioni di questo tipo». Dalla Ferrari hanno ribadito che non sarà adottato un provvedimento del genere. La documentazione, hanno spiegato, viene portata dapprima all’ufficio del personale e poi all’ufficio amministrativo, a cui giunge direttamente. Un passaggio in più, ma non una violazione degli accordi, hanno precisato dalla Rossa. (g.f.)
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