I residenti: «Dobbiamo difenderci da lui»
I vicini angosciati: «Vive da solo e da anni si comporta così. Abbiamo rischiato grosso, adesso basta»
«Ora dobbiamo pensare solamente a preservare l’incolumità del condominio. Non solo delle case, ma di tutti noi e dei nostri figli e dei nostri anziani». Tanta comprensione umana ma altrettanta determinazione, ieri mattina, da parte dei condomini danneggiati e ancora sotto choc per l’incendio provocato dal 28enne che abita al primo piano in un appartamento di sua proprietà, ora del tutto inagibile.
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Che sia stato lui stesso ad appiccare fuoco, nessuno tra i residenti ha dubbi. Racconta uno di loro: «Lo abbiamo visto. Mentre i vigili del fuoco spegnevano le fiamme, stava nell’atrio del cortile a ballare mezzo nudo cantando lentamente: “Roma brucia, Roma brucia” davanti a una bambina che piangeva. È una scena che non si dimentica». L’episodio del rogo - sul quale ora si apre un’inchiesta della Procura con l’ipotesi di incendio doloso - ha messo a nudo le ansie di quindici famiglie che da anni sopportano le intemperanze del giovane, la sua collera e i suoi gesti inconsulti.
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«Ne ha fatte tante ma mai così gravi. Questi inverno aveva spaccato per rabbia il vetro del portone di ingresso del palazzo. Tempo fa aveva preso un estintore e aveva schiumato tutte le nostre auto parcheggiate. Ogni tanto da casa sua si sentivano rumori. Ha sfasciato i mobili di casa. Insomma, aveva dei momenti davvero difficili e ci spaventava. Le forze dell’ordine sanno bene chi è. Sono venuti qui più volte per i Tso e il ricovero in Diagnosi e cura. E i suoi genitori si sono trasferiti lasciandogli quell’appartamento, dove viveva da solo». Il giovane non riceve spesso amici. Conduce una vita solitaria. Ora è ricoverato: l’ultimo Tso è stato firmato dopo l’incendio. Poi, quando scadrà e uscirà da Diagnosi e cura, non si sa cosa accadrà. «Per ora la sua casa è del tutto inagibile - spiega un altro vicino - ma noi dobbiamo difenderci. Non possiamo neanche più tacere e tollerare questa situazione perché potrebbe compiere gesti altrettanto o più gravi di questo. Qualcosa bisogna fare. E ora che ha appiccato il fuoco a casa sua, non sappiamo se volontariamente o meno, è finita così ma resta il fatto che se se ne fosse andato poteva prendere fuoco tutto il palazzo». I residenti hanno avvisato l’amministratore condominiale. «Terremo una riunione - spiegano - e attiveremo tutte le procedure per difenderci. Al secondo piano è stata sigillata la porta e non si conoscono i danni. Bisogna ripristinare tutto e poi l’assicurazione si rivarrà su di lui. Gli siamo sempre venuti incontro, ma ora dobbiamo prendere una decisione».
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