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Imprenditori edili sorpresi mentre rubano in cantiere

Imprenditori edili sorpresi mentre rubano in cantiere

Serramazzoni. Avevano fatto sparire 370 chili di rame a San Dalmazio nel palazzo sotto sequestro per abuso edilizio. Abitano a Marano e Savignano

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SERRAMAZZONI. Quando ci sono gli abusi edilizi in teoria lo Stato dovrebbe (potrebbe) ordinare la demolizione degli edifici. E così due imprenditori edili di Marano e di Savignano hanno deciso di anticipare i tempi, pensando bene di “smontare” tutto l’impianto elettrico della palazzina con quattordici appartamenti posta sotto sequestro più di un anno fa a San Dalmazio, in via Casa Grana. Come si ricorderà, si tratta di uno dei filoni delle inchieste sull’edilizia a Serramazzoni. In questo caso, la palazzina, collegate al famoso “bruciatore-inceneritore” che in extremis non si è fatto, sono sotto sequestro per essere state costruite in zona agricola.

Ebbene, i carabinieri della stazione di Serramazzoni, durante uno specifico servizio di controllo del territorio volto a contrastare il fenomeno dei furti in abitazione e reati contro il patrimonio, hanno arrestato D.C. 34enne di Marano e M.M. 23enne, di Savignano, con l'accusa di furto aggravato in concorso.

I militari già da giorni monitoravano San Dalmazio, dove hanno sorpreso i due artigiani mentre stavano rubando 70 chilogrammi di fili elettrici in rame dal famoso cantiere.

La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di recuperare ulteriori 300 chili di fili di rame. La Procura della Repubblica di Modena ha così disposto l’arresto dei due ladri.

Ieri mattina si è tenuto il processo per direttissima: i due artigiani, incensurati, sono stati condannati a 8 mesi di reclusione con pena sospesa. La refurtiva recuperata è stata restituita.

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