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L’acqua rossa veniva dalla Zincol

L’acqua rossa veniva dalla Zincol

San Felice. Sversata nel canale durante i lavori di ricostruzione. Attese le analisi

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SAN FELICE. La sostanza rossa che ha inquinato il cavo Vallicelletta e provocato una moria di pesci, suscitando grande impressione ed innescando una indagine condotta da Arpa, proveniva dallo stabilimento Zincol di San Felice.

Lo hanno accertato le indagini lampo condotte dalle forze dell’ordine intervenute e dalla stessa Arpa, che ha effettuato nei giorni scorsi alcuni prelievi per accertare la pericolosità delle sostanze che sono state lavate e sono finite non in un istema fognaio, ma nel cavo di scolo che poi sfoga nei canali irrigui gestito dal Burana, situazione questa che andrà chiarita, a futura memoria.

All’arrivo delle forze dell’ordine, sul posto c’erano alcuni operatori al lavoro nel piazzale, che sono stati identificati. In sostanza, è stato sulle prime ricostruito che durante i lavori di sistemazione dell’azienda, chiusa da dopo il terremoto, sono stati lavati i residui ferrosi che sono finiti nel canale.

Allarmati da tanta attenzione e anche un po’ sorpresi, in azienda hanno comunque subito provveduto, mettendo una sorta di filtro per impedire il ripetersi del fenomeno. A preoccupare, ovviamente, la circostanza che alla Zincol prima di zincare i materiali ferrosi vengono immessi in vasche di acido. Le analisi dell’acqua potranno chiarie. Alla Zincol, uno degli stabilimenti di zincatura più importanti a livello europeo, la proprietà ha deciso di ripartire «innovando e migliorando in termini di sicurezza sul lavoro, impatto ambientale ed efficienza energetica», spiega il sito del Comune, ricevendo per la concessione una “Cambiale Errani” da 18 milioni di euro.

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