«La Ferrari ormai diventerà americana»
Il presidente è rassegnato a lasciare l’incarico. E Diego Della Valle spara a raffica contro Sergio Marchionne
Il caso Ferrari-Montezemolo, se così si vuole definire la vicenda del divorzio imminente fra l’azienda e il manager-imprenditore, può essere riassunto in due dichiarazioni rilasciate dai diretti interessati nelle ultime ore. Da una parte Sergio Marchionne, Ad Fiat Chrysler, che dice «Nessuno è indispensabile» e in due parole lascia capire quanto ormai sia scontato il divorzio tra la Ferrari e Montezemolo. Dall’altra parte lo stesso Montezemolo che afferma: «La Ferrari diventerà americana». Come direbbe Totò: «e ho detto tutto».
A questo punto si tratta solo di capire quali possano essere i tempi e il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler, programmato a fine ottobre, potrebbe essere la data fatidica dell’annuncio.
Montezemolo, quando si erano diffuse le voci sulla sua uscita da Ferrari, aveva precisato di avere dato la propria disponibilità a rimanere per un altro triennio ma sono bastate poche ore per vivacizzare l’ambiente e Marchionne non si è lasciato sfuggire l’occasione per attaccare indirettamente l’attuale presidente della Ferrari, replicando sul tema dei buoni risultati economici ottenuti dall’azienda di Maranello: «La cosa importante per la Ferrari - ha detto Marchionne - non sono soltanto i risultati economici ma è vincere e sono sei anni che facciamo fatica. Sono due le parti della realtà Ferrari che sono importanti per noi come azionista e per noi come azienda: la prima sono ovviamente i risultati economici, i volumi, cosa su cui Luca ha fatto un grandissimo lavoro e gli faccio i miei complimenti. L'altra è la gestione sportiva. Io e Luca siamo grandissimi amici ma quando leggo le sue dichiarazioni sono cose che non avrei mai detto io su me stesso. Io mi considero naturalmente essenziale ma so benissimo che sto al servizio dell'azienda. Quindi crearsi posizioni, illusioni che siamo al di fuori delle regole, al di fuori della dipendenza che esiste tra azienda e Ad, sono cavolate, non esistono».
«Il cuore di Ferrari - ha detto l’Ad - è quello di vincere in Formula 1 e io sono un tifoso da anni. Sia Alonso sia Raikkonen sono campioni del mondo. Vedere la Ferrari in queste condizioni avendo i migliori piloti, box di una qualità eccezionale, ingegneri che sono veramente bravi, vedere quel sistema lì e vedere che non vinciamo dal 2008...».
Le parole di Marchionne non lasciano dubbi ma Luca Montezemolo, a chi ha potuto ascoltare le sue reazioni, ha detto di non avere le responsabilità che si vede attribuire. È amareggiato. La durezza dei toni l’ha scosso. Avrebbe definito «ingenerose» le frasi di Marchionne e non ha nascosto che alla base della frattura ormai insanabile ci sarebbe anche la sua estromissione dal board di Fca, la società che nascerà dalla fusione tra Fiat e Chrysler. L’obbligo di dotare il nuovo Cda di un certo numero di consiglieri indipendenti lo ha escluso. Montezemolo ha confidato che il capitolo per lui è già chiuso. «È finita un’epoca - ha detto - La verità è che ormai la Ferrari è americana». E queste parole hanno la stessa efficacia di una sentenza di divorzio.
Sulla vicenda Montezemolo-Ferrari ieri è sceso in campo l’imprenditore Diego Della Valle, socio di Montezemolo nella società Ntv. «Marchionne che vuole dare lezioni a noi italiani - ha detto Della Valle riferendosi alle recenti dichiarazioni dell’Ad Fiat Chrysler - su cosa e come dobbiamo fare per sottolineare il suo “orgoglio italiano” è una cosa vergognosa e offensiva. Se si sente orgoglioso di essere italiano, cominci a pagare le sue tasse personali in Italia dove le pagano i lavoratori Fiat. Noi italiani non dobbiamo permettere a questi “furbetti cosmopoliti” di prenderci in giro in questo modo, sicuri di farla sempre franca. Sono dieci anni che Marchionne fa annunci e promesse a vuoto agli italiani e ai suoi dipendenti, facendo invece sempre e solo i fatti suoi e dei suoi compari».
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