Pd nel caos/ indagati Bonaccini ascoltato in Procura: mi contestano quattromila euro di spese
Inchiesta "spese pazze": fulmine in serata sul segretario regionale del Pd Stefano Bonacini, che risulta essere indagato insieme al deputato Stefano Richetti e ad altri 8 consiglieri. Entrambi erano in lizza per le primarie Pd del dopo-Errani. Richetti si è ritirato in mattinata, Bonaccini: "Non mi ritiro, chiarirò al pm" LIVEBLOG: DIARIO DELLA CORSA ALLE REGIONALI
I candidati alle primarie del Pd Stefano Bonaccini e Matteo Richetti sono indagati nell'inchiesta "spese pazze". Dopo l'ammissione dell'avvocato del deputato modenese Richetti (il quale ha annunciato in mattinata il suo ritiro dalla corsa alle primarie del centrosinistra per il dopo-Errani) la notizia dell'iscrizione nel registro del suo sfidante, Stefano Bonaccini. Nell'inchiesta partita nel 2013 sono già coinvolti i capigruppo dell'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Nel mirino della procura di Bologna ci sono le spese effettuate dai consiglieri regionali Bonaccini si dice tranquillo e non ha alcuna intenzione di ritirarsi dicendosi pronto a chiarire tutto con i magistrati. Richetti ha preferito ritirarsi dalal corsa alle primarie Pd.
BONACCINI ALLA FESTA PD DI BOLOGNA "Qualcuno oggi ironizzava che non
sarei venuto. Ma in politica la faccia bisogna metterla di più quando piove che quando c'è il sole. Sono qui perchè penso di non avere nulla da nascondere nè nulla da temere": dal palco della festa provinciale dell'Unità di Bologna, Stefano Bonaccini, ribadisce la propria correttezza spiegando di aver chiarito la sua posizione davanti agli inquirenti che lo hanno sentito questo pomeriggio nell'ambito dell'inchiesta sui 'rimborsi facili' dell'assemblea legislativa dell'Emilia Romagna che lo vede indagato, insieme ad altri consiglieri, per peculato. "Se ci fosse qualcosa che mette a repentaglio il Pd dell'Emilia Romagna - ha spiegato il segretario Democratico ricordando la sua scelta di rimanere in campo nelle primarie del centrosinistra - non farei solo uno, ma farei due passi indietro. E' più importante il Pd che il mio destino. Io so di non aver fatto nulla di male e so di poter chiarire".
VIDEOMESSAGGIO DI MATTEO RICHETTI
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Il deputato Matteo Richetti in serata ha affidato ad un videomessaggio postato sulla sua pagina facebook il suo punto di vista sulle motivazioni che lo hanno portato a ritirare la sua candidatura. "Guardero' a quell'indagine non solo con la fiducia che mi caratterizza nei confronti per la magistratura, ma consapevole del lavoro scrupoloso che stanno facendo. E anche consapevoli che noi siamo fin da subito a disposizione perche' una cosa conosciamo bene ed e' il nostro operato, il nostro modo di lavorare". Dice nel video messaggio, il democratico Matteo Richetti, che ieri ha ritirato la candidatura per la presidenza dell'Emilia-Romagna e che risulta indagato per le spese da consigliere regionale.
Le spese contestate a Richetti. Nel frattempo da fonti vicine alla Procura si apprende che ammonterebbe a circa 5.000 euro la somma delle spese contestate dalla Procura di Bologna a Matteo Richetti. L'ex presidente dell'Assemblea legislativa, ritiratosi ieri dalle primarie Pd per le regionali, e' indagato, sembra dai primi di agosto, per peculato nell'ambito dell'inchiesta sulle spese dei gruppi consiliari di viale Aldo Moro.Si tratterebbe di soldi del gruppo usati non a fini personali (nessun week end o cene con amici e moglie, per intenderci), ma ritenute dagli inquirenti non congrue rispetto all'attivita' di consigliere regionale. Dunque, sarebbe una cifra di poco superiore a quei 4.000 euro scarsi contestati all'altro candidato alle primarie, ancora saldamente in pista, Stefano Bonaccini, anche lui indagato per peculato. L'inchiesta, relativa al periodo che va da maggio 2010 a fine 2011, e' affidata alle pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, con la supervisione del procuratore capo Roberto Alfonso e del suo vice Valter Giovannini. Al momento risultano indagati i nove capigruppo dell'epoca e complessivamente otto consiglieri Pd. Ma e' facile ipotizzare che nel registro siano iscritti anche consiglieri appartenenti ad altri gruppi politici.
BONACCINI ESCE DALLA PROCURA DOPO TRE ORE «Ero sereno prima, e sono ancora più sereno adesso. Perchè penso che abbiamo potuto dare spiegazioni per qualsiasi eventuale addebito». L'ha detto Stefano Bonaccini uscendo dalla Procura di Bologna aggiungendo di essere «determinato a proseguire perchè so come mi sono sempre comportato in questi anni». Poco meno di quattromila euro tra rimborsi chilometrici, cene e pranzi. questa la cifra che la procura di Bologna contesta a Stefano Bonaccini nell'ambito dell'inchiesta sulle "spese pazze" dei consiglieri in cui il candidato Pd alle primarie è indagato per peculato. A confermare la cifra è lo stesso Bonaccini, sentito oggi a lungo dagli inquirenti (circa tre ore) accompagnato dal suo legale Vittorio Manes. Tra le contestazioni non risulterebbe la vicenda di una sua segretaria che avrebbe lavorato alla sede del Pd ma sarebbe stata pagata coi soldi del gruppo regionale.
GLI ALLEATI CHIEDONO CHIARIMENTI AL PD Le candidature alle primarie in Emilia-Romagna vanno "azzerate". E la partita per la Regione va ricominciata da capo, mettendo a sedere tutta la coalizione intorno a un tavolo. A chiederlo e' Centro democratico, che ha deciso di ritirare il proprio candidato (il consigliere regionale Matteo Riva) dalla competizione. "Visti gli sviluppi delle ultime ore- scrive in una nota Pino Bicchielli, coordinatore nazionale di Centro democratico- in prossimita' della scadenza definita dalla coalizione di centrosinistra per la consegna delle candidature alle primarie (domani, ndr), Cd chiede di azzerare tutte le candidature e proprio per questo non proporra' un proprio candidato alla competizione, ma chiede con forza la convocazione immediata di un tavolo della coalizione per trovare insieme una sintesi politica che rafforzi la proposta del centrosinistra emiliano-romagnolo. Questo e' il momento delle scelte di responsabilita' e non delle lotte di bandiera". Di fatto, dunque, anche gli alleati di centro chiedono a Stefano Bonaccini un passo indietro, confermando comunque l'impegno a presentarsi con una propria lista alleati al Pd. "Pur esprimendo soddisfazione per il lavoro fin qui svolto sul piano programmatico dalla coalizione di centrosinistra, in particolare per il rilancio dell'economia e del lavoro- continua Bicchielli- Cd sprona il partito di maggioranza relativa a uscire dalla situazione di impasse creatasi e a prendere rapidamente una posizione chiara sulla modalita' di scelta del candidato alla presidenza della Regione".
BONACCINI IN PROCURA: a quanto si apprende da fonti vicine alla Procura di Bologna Stefano Bonaccini, dopo una lunga riunione coi suoi avvocati, sarebbe ora in Procura per una deposizione.
GIOVANARDI SPARA SU RICHETTI E BONACCINI: Il senatore del Nuovo CentroDestra Carlo Giovanardi critico con Richetti e Bonaccini in una nota diramata nel pomeriggio "L'Emilia Romagna è l'ultima Regione in ordine di tempo a vedere i suoi vertici travolti dalle inchieste sulle spese pazze dei consigli regionali, esplose dopo la sciagurata riforma del Titolo V della Costituzione, imposta dal centrosinistra con solo quattro voti di maggioranza. In Emilia Romagna infatti i contributi per il funzionamento dei gruppi consiliari e i rimborsi spese per i consiglieri regionali che nel 2001 ammontavano a 1.760.284 euro sono quasi triplicati in pochi anni arrivando nel 2010 alla straordinaria somma di 4.952.000 euro di cui 2.500.000, (pari a 4 miliardi e 840 milioni delle vecchie lire) di rimborsi spese ai consiglieri regionali. La situazione è rimasta pressoché invariata fino al 2013 quando il caso Fiorito ha costretto molte regioni a ridurre i contributi. Le gravi responsabilità degli on. Richetti e Bonaccini, quando il primo era presidente del Consiglio regionale e il secondo consigliere regionale, sono pertanto essenzialmente politiche per aver avallato un andazzo scandaloso, nel quale sguazzavano anche le forze di opposizione così debitamente ammansite, neppure immaginabile quando ebbi l'onore di far parte del Consiglio regionale, ai tempi della prima Repubblica così vituperata dai sedicenti campioni del rinnovamento".
PROCURA DI BOLOGNA. BONACCINI SAPEVA DA LUNEDì, RICHETTI HA SAPUTO MARTEDI' "La Procura ha lavorato anche in agosto". Cosi' il portavoce della Procura di Bologna, Valter Giovannini, risponde a chi critica i tempi dell'inchiesta sulle "spese pazze" dell'Assemblea legislativa e che ha 'azzoppato' le primarie Pd per la presidenza della Regione: di ieri infatti la notizia che fra gli indagati per peculato vi sono due candidati, Matteo Richetti, subito ritiratosi, e Stefano Bonaccini, ancora in campo. Le istanze per conoscere eventuali procedimenti a loro carico, spiega Giovannini, sono state presentate rispettivamente lunedi' e martedi' dai difensori di Bonaccini e Richetti "i quali hanno immediatamente ottenuto le certificazioni richieste". Questi, conclude, "i fatti. Noi continueremo a lavorare con serieta' e in silenzio".
PRESSING SU BONACCINI: "FATTI DA PARTE" Dalla rete ad ambienti politici interni ed esterni al Pd, cresce il pressing su Stefano Bonaccini affinchè anche lui faccia il passo indietro e ritiri la candidatura. per il momento Bonaccini si dice tranquillo e va avanti, sebbene la campagna di avvicinamento alel primarie e al voto l'abbia sospesa.
SEL APRE A BALZANI Ora in Sel c'è chi apre a Roberto Balzani. E' il caso del consigliere regionale uscente dei vendoliani, Gian Guido Naldi, che confida su facebook: "avevo qualche riserva sulla candidatura di balzani, forse dovuta a quello che si diceva su di lui, piuttosto che su quello che lui diceva, ma dopo averlo incontrato, dopo avere discusso con lui di ciò che sarebbe utile per i cittadini dell'Emilia-Romagna, avere apprezzato il suo modo di proporsi e stare in campo, posso solo aggiungere: con chi di merito e di politica si può parlare se non con lui?". Gli strali di Naldi sono per Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, entrambi indagati per peculato nell'inchiesta della procura di bologna sui gruppi in regione. "Ma davvero non lo sapevano da prima? non lo avevano fatto prima di candidarsi? non si erano parlati, non avevano discusso nel pd come gestirne le conseguenze? lo scenario è veramente preoccupante, disarmante. Con quale gruppo dirigente del pd dovremmo rilanciare il centrosinistra?".
L'AVVERTIMENTO DI BALZANI: "SE SALTANO LE PRIMARIE FACCIO UNA LISTA DA SOLO" Se le primarie per il dopo errani Dovessero saltare, roberto balzani potrebbe anche correre con una sua lista contro il candidato pd. "Se venissi estromesso in questo modo assolutamente incredibile- dice l'ex sindaco di forlì- chiamerei tutte le persone che mi hanno sostenuto e con loro farei un ragionamento, per forza. Non è possibile che se una persona è perbene deve essere fatta fuori, mi sembra che sia al di fuori del buonsenso". Balzani ne ha parlato questa mattina in diretta su radio città del capo. "C'è una competizione in corso, penso che il partito debba rispettare le regole che si è dato, se non le rispetta succede un gran casino", manda a dire, sottolineando poi: "è anche una questione legale, non solo politica". Secondo balzani insomma le primarie sarebbero da confermare anche in caso di ritiro di stefano bonaccini: in campo ci sarebbe anche matteo riva per centro democratico. "Essendo almeno in due la partita si può fare".
DA SIENA IL SINDACO RENZIANO CONSIGLIA: "STEFANO RITIRATI" È opportuno che Stefano Bonaccini faccia un passo indietro? "Questo e' lo stile del Pd, e' successo con Errani e in altri casi. Sugli esponenti istituzionali o politici del Pd non deve cadere nemmeno l'ombra del sospetto". Ne e' convinto Bruno Valentini, sindaco di Siena, renziano di ferro, che, impegnato quest'oggi nell'elezione a Firenze del nuovo presidente dell'Anci Toscana, commenta cosi' l'inchiesta sulle 'spese pazze' del consiglio regionale dell'Emilia Romagna, entrata a gamba tesa sulle primarie del Partito democratico indette per il dopo Errani. La strada percorsa dal Pd "alla lunga- spiega Valentini- potrebbe trasformarsi anche in fenomeni da condanna preventiva, pero' la relazione con i cittadini si e' talmente sfilacciata che abbiamo bisogno di persone integerrime, fuori anche dal sospetto del reato". Reato "particolarmente odioso- continua- quando si tratta di verificare se ci sono state delle leggerezze nell'utilizzo del denaro pubblico". Un aspetto, "che mi piace ricordare- conclude Valentini-, ha coinvolto tante istituzioni regionali in tutta Italia ma non la Toscana. Si parla poco di questo: la Toscana, in termini di buona amministrazione, e' un esempio".
RINVIATA LA DIREZIONE DEL PD. La direzione del Pd, a quanto si apprende da fonti di partito, e' stata rinviata a martedi' prossimo. La riunione era chiamata domani a decidere la nuova segreteria e, visto gli eventi, avrebbe dovuto anche affrontare il caos scoppiato in Emilia Romagna, dopo l'indagine aperta per Matteo Richetti e Stefano Bonaccini.
BONACCINI SOSPENDE LA CAMPAGNA ELETTORALE Questa mattina avrebbe dovuto incontrare Sel ma l'incontro e' saltato dopo il caso politico-giudiziario che ha travolto nel primarie Pd per il dopo Errani. In attesa di sviluppi, Stefano Bonaccini ha cancellato gli impegni previsti per oggi tra Bologna ed Imola in base al calendario definito alla fine della scorsa settimana. A partire, appunto, dal previsto confronto coi vendoliani, che nei giorni scorsi hanno incontrato anche l'altro candidato rimasto in campo, Stefano Balzani, per decidere se stringere o meno un patto elettorale col Pd. Gli eventi delle ultime ore, con la notizia dell'inscrizione nel registro degli indagati di Bonaccini alla Procura di Bologna, nell'ambito dell'inchiesta sulle 'spese pazze' della Regione Emilia-Romagna, hanno suggerito di congelare il tutto. Se tutto andra' bene, cioe' se il candidato alle primarie dovesse rimanere tale, l'incontro si dovrebbe tenere all'inizio della prossima settimana. Non e' ancora chiaro invece se Bonaccini, che gia' ieri e' rientrato in fretta e furia da Reggio Emilia annullando tutti gli impegni, partecipera' questa sera alla Festa dell'Unita' di Bologna al dibattito su "Un nuovo modello di governance: la Citta' metropolitana", in calendario alle 21 al Parco Nord. Per ora dal Pd bolognese si sa solo che l'incontro non e' stato cancellato. (dire)
BALZANI A SKY TG24: IO AVREI FATO COME RICHETTI... MA OGNUNO AGISCE PERSONALMENTE. Roberto Balzani ai microfoni di SkyTg24 commenta così la situazione. "Io avrei fattocome Matteo Richetti mi sarei dimesso, Bonaccini? Ognuno agisce secondo la propria persona. Le primarie non devono essere messe in discussione. Nel caso io farò comunque la mia battaglia".
BONACCINI GIA' IN UN ALTRA OCCASIONE HO DIMOSTRATO LA MIA CORRETTEZZA Gia' in altra occasione fu riconosciuta mia correttezza. Ho fiducia nei giudici e nella mia onesta'. Grazie per tanta vicinanza. Fa bene". Questo il tweet di stanotte di Stefano Bonaccini, rimasto in corsa per le primarie Pd per scegliere il candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna nonostante la notizia di ieri della sua iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Bologna con l'accusa di peculato. L'altro candidato Matteo Richetti, anche lui risultato indagato, si e' invece ritirato. Bonaccini fa riferimento a un'inchiesta modenese ribattezzata Chioscopoli: nel processo, in cui era imputato per abuso d'ufficio, il segretario regionale dem era andato assolto.
Già in altra occasione fu riconosciuta mia correttezza. Ho fiducia nei giudici e nella mia onestà. Grazie x tanta vicinanza. Fa bene
— Stefano Bonaccini (@sbonaccini) 9 Settembre 2014BONACCINI: ECCO PERCHE' NON MI RITIRO "Non mi ritiro, riuscirò a chiarire
tutto e subito". Lo afferma, in un colloquio con Repubblica, Stefano Bonaccini. "Io? - si sfoga - Io ho girato con una Seat Ibiza e l'ho cambiata un anno fa a 345 mila chilometri in quattro anni. E da un anno - aggiunge - ho una nuova Seat che ha già 80 mila chilometri". "Mi accusano di una piccolezza - spiega Bonaccini, - una cosa assurda, ma non voglio commentare, voglio chiarire". "Non potevo pensare...- continua quindi - ma dalle inchieste si può uscire più puliti di prima. Sono stato già accusato dalla procura di Modena di abuso d'ufficio per un chiosco a piazza Ferrari quand'ero assessore. Mi accomunavano a Penati, ma sono uscito assolto del tutto, con formula piena".
"Avrei approfittato di quanto? - si chiede il segretario regionale - Di poche centinaia di euro...io giro sempre da solo per il partito, non ho mai coinvolto nessun dipendente regionale, ma di cosa mi accusano?". Bonaccini si dice quindi a disposizione già da oggi. "Abbiamo un'intesa vera con Matteo - fa anche sapere. - A me l'organizzazione del partito in effetti piace, mi piace girare da nord a sud, ma ho fatto questa scelta e mi prendo questa responsabilità". Ma, conclude, "per me il partito è davanti a tutto".
FASSINA: MASSIMA FIDUCIA IN MATTEO E STEFANO "Matteo Richetti ha fatto una scelta che ha motivato soprattutto con ragioni politiche: la ricerca di unità del partito in un momento così difficile. Bonaccini ha detto che chiarirà. Ho piena fiducia in entrambi, aspettiamo di vedere cosa succede, si tratta di indagini in corso". Lo ha detto Stefano Fassina (Pd) intervenendo ad Agorà Estate, su Rai3. "Sono due dirigenti di qualità, che hanno sensibilità politica e standard morali elevati - ha aggiunto Fassina - credo che nelle prossime ore avremo informazioni per poter procedere alle primarie e andare avanti per riuscire a dare all'Emilia-Romagna un presidente all'altezza dei problemi che deve affrontare". Sul possibile nuovo candidato per la guida della Regione, Fassina osserva: "Daniele Manca è un sindaco di grande qualità, certamente è un candidato utile ai fini della competizione, ma mi sembra prematuro fare valutazioni in una fase ancora così in divenire. La situazione è molto in evoluzione".
ORFINI: STIAMO SERENI SONO DUE PERSONE DI SPECCHAITA ONESTA' "Sono assolutamente certo che Bonaccini e Richetti abbiano tenuto una condotta specchiata". Lo afferma alla Stampa Matteo Orfini, presidente dell'Assemblea del Pd. "Ovviamente - aggiunge Orfini - rispetto la rinuncia di Richetti, ma mi dispiace: se l'ha fatto per l'indagine, avrebbe potuto continuare, perchè nessuno di noi ha dubbi nè su di lui nè su Bonaccini". "Le primarie andranno avanti - spiega Orfini - perchè noi e il nostro popolo abbiamo piena fiducia nel comportamento dei nostri dirigenti, e le indagini serviranno a discolparli". "Dobbiamo vivere più serenamente le primarie - esorta quindi Orfini. - Con segretari a tempo pieno abbiamo perso delle primarie e poi vinto delle elezioni, penso a Doria a Genova o Pisapia a Milano. E' chiaro che il Pd dell'Emilia ha nel suo dna il tema dell'unità più che altrove, ma non sarà una tragedia fare le primarie nemmeno lì".
MARTEDI' 10 SETTEMBRE
BONACCINI GIA' IN UN ALTRA OCCASIONE HO DIMOSTRATO LA MIA CORRETTEZZA Gia' in altra occasione fu riconosciuta mia correttezza. Ho fiducia nei giudici e nella mia onesta'. Grazie per tanta vicinanza. Fa bene". Questo il tweet di stanotte di Stefano Bonaccini, rimasto in corsa per le primarie Pd per scegliere il candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna nonostante la notizia di ieri della sua iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Bologna con l'accusa di peculato. L'altro candidato Matteo Richetti, anche lui risultato indagato, si e' invece ritirato. Bonaccini fa riferimento a un'inchiesta modenese ribattezzata Chioscopoli: nel processo, in cui era imputato per abuso d'ufficio, il segretario regionale dem era andato assolto.
Già in altra occasione fu riconosciuta mia correttezza. Ho fiducia nei giudici e nella mia onestà. Grazie x tanta vicinanza. Fa bene
— Stefano Bonaccini (@sbonaccini) 9 Settembre 2014LUNEDì
Due eventi che hanno segnato la giornata del deputato del Pd. Richetti è escluso dalla corsa alle primarie perché non ha presentato entro le 12 di oggi - termine ultimo - le firme necessarie previste dal regolamento. Il comitato organizzatore delle primarie sta in queste ore verificando la validità delle firme degli altri due candidati Pd, Stefano Bonaccini e Roberto Balzani, ai quali dovrebbe aggiungersi Matteo Riva del Centro democratico. Ma in serata il colpo di scena l'avvocato di Bonaccini ammette che il suo assistito è pure indagato nell'ambito della vicenda sulle spese pazze. A questo punto è forte il sospetto che anche Bonaccini fatà un passo indietro lasciando in corsa il solo Balzani, a meno che da Roma non intervenga la segreteria nazionale.
LA GIORNATA
ORE 21.20: Nota ufficiale di Bonaccini: Non si ritira. Stefano Bonaccini non si ritira: «Ho appreso poco fa - scrive in una nota - che la Procura sta svolgendo accertamenti anche sul mio conto e ho già comunicato, attraverso il mio legale Vittorio Manes, di essere formalmente a disposizione per chiarire ogni eventuale addebito. Confido di poter dare al più presto ogni opportuno chiarimento»
ore 21.11 Renzi non commenta «Presidente, con Richetti e Bonaccini indagati cosa succederà per le primarie in Emilia-Romagna?». È questa la domanda che i cronisti rivolgono al premier Matteo Renzi al termine del programma Porta a Porta, chiedendo un commento sull'iscrizione nel registro degli indagati, nell'ambito dell'inchiesta 'spese pazzè di Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, entrambi candidati alle primarie Pd. Ma Renzi, entrando in auto all'uscita degli studi Rai, si limita a rispondere «buon lavoro»
ore 20,50 Bonaccini: "Chiarirò tutto, nulla da temere, resto in corsa per le primarie". In serata il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini fa sapere di essere pronto a chiarire quanto prima ogni contestazione sulle cosiddette spese pazze a lui attribuite (ovvero rimborsi richiesti che secono la magistratura non avrebbe potuto incassare) e quindi di essere perfettamente in grado di proseguire la sua corsa verso la candidatura a presidente per la coalizione di cantrosinistra.
ore 20, 25 Un vero tsunami. Anche Stefano Bonaccini è indagato nell'ambito dell'inchiesta "spese pazze" sui conti dei consiglieri regionali in Emilia Romagna. La notizia rilanciata poco fa da Repubblica.it sta facendo iil giro dei principali tg nazionali. E il legale del segretario regionale Pd Bonaccini ha ammesso rilanciando subito "E' tra gli indagati ma prontissimo a fornire ogni elemento utile per dimsotrare la sua totale estraneità alle contestazioni.
Ma come scrive Repubblica.it "E' uno tsunami quello che travolge la Regione "rossa". Nel giorno della presentazione delle firme per le primarie che dovevano scegliere il successore di Vasco Errani, i due principali sfidanti per la poltrona di Governatore risultano sotto indagine della Procura. Non solo Matteo Richetti, che si è ritirato questa mattina dalla corsa , e che è iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di peculato nell'ambito dell'inchiesta "spese pazze" sulle spese dei consiglieri regionali. Ma anche Stefano Bonaccini, il candidato favorito al dopo-Errani, segretario regionale e responsabile nazionale enti locali del Pd, che risulta pure lui indagato dalla procura nell'ambito della stessa inchiesta e per lo stesso reato, insieme ad altri sette eletti democratici in Regione".
ore 20,20 Bonaccini medita il da farsi. Bonaccini, che ha consegnato questa mattina le firme necessarie alla sua candidatura per la poltrona di Governatore, ha annullato nel pomeriggio due iniziative fissate per stasera alla Festa Pd di Reggio Emilia nell'ambito della sua campagna elettorale per le primarie. In gara resta per le primarie del 28 settembre resta ora solo Roberto Balzani, il "rottamatore" del modello Errani. Ma la stessa gara appare in forse, ed è probabile che a questo punto il Pd nazionale intervenga per trovare una soluzione.
ore 20, 16 Pronto a fornire ogni risposta. Anche Stefano Bonaccini è indagato nell'ambito dell'inchiesta "spese pazze" sui conti dei consiglieri regionali in Emilia Romagna. La notizia rilanciata poco fa da Repubblica.it sta facendo iil giro dei principali tg nazionali. E il legale del segretario regionale Pd Bonaccini ha ammesso rilanciando subito "E' tra gli indagati ma prontissimo a fornire ogni elemento utile per dimsotrare la sua totale estraneità alle contestazioni.
ore 20 ANCHE BONACCINI TRA GLI INDAGATI Ho appreso da poco he la procura di Bologna sta svolgendo indagini sul mio assistito come anche su altri consiglieri ha dichiarato poco fa all'Ansa il legale di Bonaccini.
Ore 19,30 ore 18.38. Balzani c'è. Sono state depositate ieri mattina, presso la sede regionale del Partito Democratico in via Cairoli a Bologna, le firme raccolte tra i delegati all'Assemblea Regionale del Partito Democratico, a sostegno di Roberto Balzani, candidato alle primarie di centrosinistra per la Presidenza della Regione Emilia-Romagna. Dall'ufficio stampa dell'ex sindaco di Forlì hanno fatto sapere che sono 30 le firme raccolte, sei in più delle 24 richieste. Nel frattempo sta procedendo la raccolta delle quattromila firme, tra iscritti al Pd ed elettori, previste dal regolamento. Le firme stanno provenendo da tutti e 20 i Comitati pro Balzani, presenti in tutte le province emiliano-romagnole.
ore 19: le origini dell'inchiesta sulle auto blu. Sul conto di Richetti era stato aperto un procedimento a parte rispetto alle cosiddette "spese pazze" dei consiglieri regionali, su esposto del consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi sull'uso delle auto blu "da casa e per casa" nel periodo in cui Richetti fu presidente del consiglio regionale. Nei giorni scorsi alcuni esponenti del Pd si sono recati in Procura, attraverso i propri avvocati, a fare istanza ex articolo 335 per sapere se ci fossero procedimenti a proprio carico e tra questi, appunto, Matteo Richetti, assistito dall'avvocato Gino Bottiglioni, che lo ha visionato e ha fatto richiesta di avere copia degli atti. Nessun commento né conferma arriva dalla Procura, per mezzo del procuratore aggiunto e portavoce Valter Giovannini. Questa notizia getta una nuova luce sulla decisione del deputato Pd di fare un passo indietro dalla corsa per le primarie Pd per la Presidenza alla Regione Emilia-Romagna. Decisione che era stata spiegata inizialmente con forti pressioni da Roma e motivi personali.
ore 18: otto gli indagati Pd in regione. Secondo quanto riferisce Repubblica.it In totale risultano otto i consiglieri regionali del Pd dell'Emilia-Romagna indagati per peculato nell'inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dell'assemblea legislativa.
E' probabile che le iscrizioni riguardino anche altri gruppi, così come è possibile che il numero aumenti. Quando la Gdf a ottobre 2013 si era recata negli uffici della Regione per un'ulteriore acquisizione documentale dopo la prima 'visita', era emerso che ad essere indagati erano i nove capigruppo del consiglio. Sono aperti fascicoli 'separati' per ciascun gruppo consiliare. L'impressione è che l'inchiesta non venga chiusa, con la notifica di avvisi di fine indagine, prima di metà ottobre e quindi dopo le primarie del centro-sinistra.
Per chiarirci. Non ho fatto una battuta sugli indagati della regione, non mi permetterei mai, e non credo ci sia... http://t.co/Qmgi7cv7yF
— Giuditta Pini (@piccolapini) 9 Settembre 2014ore 17: "Il ritiro? Una decisione politica". «La rinuncia alla candidatura alle primarie non è assolutamente legata all’indagine per peculato». Lo dice Gino Bottiglioni, legale di Matteo Richetti, confermando che il suo assistito, oggi parlamentare Pd, è coinvolto nell’inchiesta della Procura di Bologna per le spese pazze in Regione: «La decisione - conferma - è politica». Questa mattina l’avvocato Bottiglioni ha verificato l’esistenza del procedimento a carico di Richetti, «che peraltro era nell’aria, ma non si può per ora sapere con certezza se riguardi la questione delle auto blu». Il nome di Matteo Richetti compare nell’esposto presentato da Andrea Defranceschi, del Movimento 5 Stelle, sulle auto «da casa a casa» nel periodo in cui era stato presidente dell’assemblea regionale, cioè fino al 2012.
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ore 16: Nuova tegola: Richetti indagato. Il deputato Pd che oggi si è ritirato dalla corsa per le primarie del centrosinistra, risulta indagato nell'inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dell'assemblea legislativa regionale di cui è stato anche presidente. Un'altra tegola giunta in giornata sulla testa di Richetti, iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta sulle "spese pazze" del consiglio regionale, che vede indagati anche molti altri consigliere dell'assemblea.
più che nel pd in emilia romagna sembra di essere in 10 piccoli indiani
— Giuditta Pini (@piccolapini) 9 Settembre 2014ore 15: Matteo Richetti su facebook: "Mi ritiro perché serve unità". Ecco il messaggio integrale: "L'unità è un valore che non va solo dichiarato, ma anche praticato. Per me, in politica, è un valore importante, così come lo è trovare un punto di sintesi, di lavoro insieme. Per questo non metterò in campo la mia candidatura. Decisione sofferta e meditata, ma credo sia nell'interesse dell'Emilia Romagna e del PD. Ora non è il momento delle divisioni, il nostro Paese e la nostra regione non possono permetterselo. Nel tempo in cui stiamo portando avanti riforme importanti per l'Italia accolgo l'invito, arrivato da più parti, all'unità. Lo faccio perché non basta prendere applausi scroscianti dal nostro popolo, dai democratici, quando si fanno appelli alla coesione. Bisogna saperla realizzare. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno messo la loro faccia e la loro firma a mio sostegno, sapendo che non una goccia di questo sforzo andrà perduta".
ore 14: E' ufficiale, Richetti si ritira. Matteo Richetti non ha presentato, la propria candidatura, al termine fissato alle 12. Il comitato organizzatore delle primarie sta in queste ore verificando la validità delle firme degli altri due candidati Pd, Stefano Bonaccini e Roberto Balzani.
ore 13.30. Il fulmine su Reggio. Bonaccini apprende la notizia mentre è in visita a Reggio Emilia, dove è stato accolto da alcuni amministratori locali e dal segretario provinciale del Pd Andrea Costa. Si alza dalla tavola da pranzo allestita nella sala mensa della coop Unipeg di Regigo (foto sopra) per rispondere a diverse telefonate. Poi
ore 13: Richetti lascia: rumors da Bologna. Si diffondono le voci da Bologna sul colpo di scena sulle primarie del centrosinistra in Emilia Romagna. Il deputato Matteo Richetti potrebbe ritirarsi dalla corsa e convergere su Stefano Bonaccini. Alla base della decisione, che Richetti sta valutando in queste ore, non sarebbe estranea la volontà del Pd nazionale di evitare uno scontro fratricida tra i due esponenti renziani alla consultazione del 28 settembre.
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