Giovanardi e Federico rinviati a giudizio
Secondo la Procura l’ex direttore del pronto soccorso e l’oncologo contribuirono a diffondere gli argomenti diffamatori contro il direttore generale Licia Petropulacos
MODENA. Il “corvo del Policlinico” resta senza nome e senza volto, ma i tre medici che secondo la Procura hanno diffuso la lettera infamante contro il direttore generale Licia Petropulacos saranno processati. Per tutti l’accusa è di concorso in diffamazione. Si tratta del professor Massimo Federico, oncologo e fondatore del Centro oncologico modenese, del dottor Daniele Giovanardi, gemello dell’ex ministro e senatore Carlo Giovanardi, ex direttore del pronto soccorso del Policlinico, e della dottoressa Maura Bucciarelli, dipendente dello stesso pronto soccorso.
Il processo, con citazione diretta, è stato fissato davanti al giudice monocratico per la mattina del 4 maggio 2015. La dottoressa Petropulacos è parte offesa. In aula si terrà quindi un processo con il “convitato di pietra”: il “corvo del Policlinico” - l’autore della lettera infamante contro la direttrice generale dell’ospedale - resta per ora un fantasma: ha scritto un testo, lo ha stampato, lo ha diffuso sia per posta che a mano. Ma chi sia l’autore di accuse che la vittima ritiene infamanti non si sa. Le indagini condotte dai Nas di Parma e seguite personalmente dal procuratore capo Vito Zincani con il procuratore aggiunto Lucia Musti non sono venute a capo di questo mistero. Chi voleva rovinare la Petropulacos a pochi mesi dal suo insediamento spargendo menzogne?
Le indagini hanno tuttavia stabilito che i tre imputati avrebbero avuto quel documento tra le mani e lo avrebbero commentato. Nessuno di loro è accusato di averlo fabbricato, ma sono tutti accusati di averlo mostrato, ampliando con discorsi gli argomenti diffamatori che conteneva. Nella lettera il “corvo” insinuava gravi accuse per minare la reputazione della Petropulacos; accuse che allo stato attuale sono risultate non provate e soprattutto infondate Lo scopo della lettera era chiaro: far fuori una dirigente scomoda che era stata mandata da Bologna per far luce su alcune situazioni gravi.
Sia Massimo Federico che Daniele Giovanardi erano stati al centro dell’attenzione della Petropulacos. Poche settimane prima della diffusione della lettera anonima, Giovanardi era stato allontanato dal pronto soccorso che aveva diretto per molti anni e tra i due la tensione era palpabile, come riferivano anche le cronache a cavallo tra il 2012 e il 2013. Con Federico, poi, la Petropulacos ha ingaggiato una lotta dura: l’oncologo è stato oggetto di sanzioni chieste proprio dalla direzione generale dopo il suo rifiuto di collaborare con i Nas durante le indagini sul suo reparto di oncologia per un’inchiesta dei Nas ancora oggi segreta. Federico aveva reagito ricorrendo al Tar più di una volta contro le sanzioni che aveva ratificato, in ultima istanza, il rettore dell’epoca, Aldo Tomasi. La Procura accusa Giovanardi di aver mostrato ad alcune persone la lettera del “corvo” commentandola. Sempre Giovanardi e la sua collega Bucciarelli sono accusati di aver parlato con due oncologi di come avrebbe trascorso il periodo natalizio la Petropuacos ripetendo gli argomenti diffamatori contenuti nella lettera e aggiungendo una circostanza descritta in dettaglio che secondo il procuratore capo è risultata non vera (per questo i due hanno l’aggravante dell’attribuzione di un fatto determinato). Quanto a Federico, durante un incontro all’associazione Misericordia davanti a Daniele Giovanardi e alla Bucciarelli e in presenza di una figura autorevole, ora testimone, ha riferito la stessa accusa circostanziata su dove avrebbe passato il periodo natalizio la Petropulacos. Anche per Federico è prevista l’aggravante.
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