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Incontro Montezemolo-Marchionne

Incontro Montezemolo-Marchionne

Primo confronto per concordare tempi e modi della separazione. Il peso di Wall Street e la liquidazione milionaria

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Sergio Marchionne e Luca Montezemolo l’uno di fronte all’altro, ieri a Maranello, dopo le schermaglie dialettiche dei giorni scorsi che vengono da tutti interpretate come preambolo al divorzio tra il presidente e la Ferrari. Separazione inevitabile dopo la “sfiducia”, perlomeno per la parte sportiva, decretata pubblicamente dall’amministratore delegato del Gruppo Fiat. Su cosa si siano detti, su cosa possa essere emerso dall’incontro per ora non è trapelato nulla. E quindi via libera alle ipotesi. Scontato ritenere che il divorzio sia ineluttabile e che ora il problema sia trovare un minimo di accordo sui tempi e sui modi.

Un accordo non facile se si pensa alla liquidazione che spetterà a Montezemolo: il presidente non avrebbe intenzione di dimettersi e soprattutto intende lasciare non da sconfitto ma da protagonista e artefice di tanti anni di successi delle Rosse, solo in parte offuscati dalle sconfitte recenti, e di risultati economici brillantissimi che caratterizzano l’ultimo periodo aziendale, per non parlare del marchio Ferrari che attualmente si colloca al vertice mondiale.

Sui veri motivi che hanno condotto a questa situazione e al divorzio, sono tante le interpretazioni che si accavallano l’una sull’altra. Soprattutto si cerca di capire quali possano essere le motivazioni fondamentali che hanno indotto Sergio Marchionne, da anni signore indiscusso del Gruppo Fiat, a fare questa scelta e a prendere le distanze dall’attuale presidente. Una delle più attendibili, e certamente motivazione che sta alla base delle strategie di Marchionne, riguarda la volontà di non tenere più separata l’azienda Ferrari, con il suo straordinario brand, dal Gruppo Fiat che la controlla ma di puntare con decisione sui suoi punti di forza e sulle sue capacità attrattive per rafforzare il valore azionario alla vigilia del lancio in Borsa a Wall Street.

Per quanto concerne la liquidazione di Montezemolo, nella relazione sulla remunerazione 2013 del Gruppo Fiat si legge: «tale indennità sarà dovuta in un arco temporale di venti anni in un ammontare che, decorsi dieci anni, non può essere superiore a cinque volte la componente fissa della remunerazione».

Secondo gli esperti del settore, la stima si aggirerebbe quindi su una liquidazione minima di circa 14 milioni.

Dopo l’incontro di ieri ora si attende il consiglio di amministrazione della Ferrari in programma domani, che in ogni caso non sarà l’ultima puntata di questa vicenda. Anche se i sostenitori di Montezemolo, e detrattori di Marchionne, sottolineano volutamente la data dell’11 settembre con il discutibile riferimento alla tragedia delle Torri Gemelle.

Stefano Turcato

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