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«Non l’abbiamo violentata, era lucida»

di Tiziano Soresina
«Non l’abbiamo violentata, era lucida»

Si sono difesi così i due 21enni di Fiorano accusati di avere approfittato di una minorenne. Oggi la decisione sulla convalida

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FIORANO. Sentiti separatamente in tribunale a Reggio Emilia, nelle due ore e mezza di una tesissima udienza di convalida dell’arresto, i due ventunenni di Fiorano si sono difesi ieri mattina a spada tratta dalla grave accusa che pende su di loro da sabato scorso: violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazzina reggiana di 17 anni, con l’aggravante della minorata difesa della minorenne che quella notte ha bevuto e non poco. Una ricostruzione – prima di Riccardo Ciancia e poi di Flavio Deiana (rispettivamente difesi dai legali Domenico Giovanardi e Verena Corradini) – che ha descritto la 17enne come alterata dal bere ma lucida e cosciente di quello che stava facendo, cioè rapporti sessuali orali da parte di una minorenne disinibita e provocante. Da qui a contestare le testimonianze degli amici della ragazzina il passo è stato breve: i due 21enni negano che nel parcheggio della discoteca estiva “Sophia” abbiano buttato a terra, nel fango, la minorenne per poi saltarle addosso, respingono inoltre al mittente la descrizione di lei con i calzoni abbassati e pure di uno di loro con i pantaloni calati. Come ormai è chiaro, un peso decisivo in questa delicata vicenda l’ha in quale modo la 17enne sia arrivata a bere così tanto (la mattina dopo alle 9.30 il suo tasso alcolemico nel sangue era di ben 2,71 grammi/litro, una vera intossicazione etilica non ancora smaltita se consideriamo che 0,50 grammi/litro è il limite consentito dalla legge per mettersi al volante). In caserma, nell’immediatezza dei fatti, Deiana avrebbe ammesso – nelle dichiarazioni spontanee – di aver offerto da bere alla ragazzina all’interno della discoteca. E per il sostituto procuratore Valentina Salvi – che coordina le indagini dei carabinieri – i due giovani modenesi ben sapendo dell’ubriacatura della ragazzina si sarebbero approfittati di lei accompagnandola (intorno alle tre di notte) fuori dal locale per poi appartarsi in un angolo del parcheggio. Sulla base delle testimonianze raccolte, chi indaga ritiene che i due fossero addosso alla ragazzina, sopra di lei che aveva i calzoni abbassati. E gli investigatori (tramite gli accertamenti medici) stanno cercando di capire se si sia andato oltre all’averla obbligata a rapporti sessuali orali, cioè che abbia subìto un vero e proprio stupro.

Poi la procura ritiene significativo un altro particolare, cioè che i due indagati si sarebbero cambiati la maglietta prima di rientrare nella discoteca una volta “scoperti” dagli amici della minorenne. Per gli inquirenti non volevano farsi individuare ed hanno usato quell’escamotage.

Un “cambio” di indumenti che ha confermato alla Gazzetta anche un addetto alla sicurezza del locale (Rodolfo Garofani) che ha vissuto le fasi più concitate della vicenda.

Una ricostruzione a cui i due giovani hanno ieri contrapposto casualità dell’incontro con la ragazzina in discoteca a Baiso, come pure l’uscita con lei dal locale, per poi descriverla come improvvisamente affettuosa e senza inibizioni, a tal punto da cercare insistentemente atti sessuali (ma non rapporti completi) con entrambi i giovani che conosceva.

Gli indumenti sequestrati, sia alla ragazzina che ai due giovani modenesi, sono ora al vaglio del gip Antonella Pini Bentivoglio per capire se vi siano tracce di fango che confermerebbero una parte non secondaria di quanto raccontato agli investigatori dagli amici della minorenne. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri, anche alla luce di quanto raccontato ieri dai due indagati. La 17enne, invece, non ricorda proprio nulla di quella notte.

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