Sisma, in scadenza tutte le agevolazioni Cgil: «Ora sono guai»
Appello del sindacato: «Lo stato d’emergenza va prolungato A rischio soprattutto gli aiuti agli sfollati e ai lavoratori»
Il 31 dicembre termina lo stato di emergenza legato al terremoto, ma sono diversi i problemi ancora da risolvere. «Sicuramente il tema più scottante - scrive la Cgil - è quello del tortuoso iter che si deve intraprendere per ricostruire e del tempo che intercorre dalla presentazione della domanda alla operatività dei cantieri. Ciò è stato causato in primo luogo dalla difficoltà interpretativa e dall’attesa delle ultime ordinanze che di fatto hanno comportato una dilatazione dei tempi di presentazione delle domande. Un secondo aspetto riguarda i tempi di verifica dei progetti presso gli uffici comunali: sia per la carenza di personale tecnico qualificato e formato, che per la complessità dei controlli richiesti i tempi sono molto distanti da quelli previsti dalle normative (due mesi e due giorni). Tale problema rischia di aggravarsi in ragione del fatto che, mentre il grosso della presentazione delle domande arriva ora, i contratti dei tecnici assunti ad hoc tramite agenzia dalla Regione scadranno insieme allo stato di emergenza».
La terza questione riguarda la lentezza dell’erogazione del contributo “legato allo stato di avanzamento lavori che spesso comporta la sospensione dei cantieri, il che ci fa dire che occorre un confronto immediato anche col sistema del credito”.
Dalla questione ricostruzione si passa alle vertenze sociali e occupazionali. «Se non verrà prorogato lo stato d’emergenza - prosegue il sindacato - verranno di fatto sospesi i contributi per l'autonoma sistemazione per quei cittadini (sono 3407 famiglie) che, in attesa di ricostruire, hanno provveduto a cercarsi una dimora temporanea, gli stessi cittadini residenti in case inagibili perderanno l’agevolazione dell’esenzione del ticket e tutti i proprietari di case inagibili non avranno più diritto alla sospensione di Tasi o Imu».
Oltre al divieto di deroga sul patto di stabilità comunale per investimenti e assunzione di personale ecco la vicenda dei lavoratori. «Le aziende inagibili si sono avvalse della sospensione dei contributi previdenziali, che ha comportato la sospensione per circa 18 mesi anche della quota a carico dei lavoratori. Non sappiamo ancora nulla di come verrà gestito il recupero di tali somme (per i lavoratori circa il 10% dell'imponibile mensile) e sul quale vorremmo ottenere una facoltà di rateizzo o di anticipo creditizio. Per tutto questo motivo la Cgil sollecita l'attivazione urgente di tavoli di confronto con le Istituzioni e il nuovo Commissario».
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