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«Viale Reiter, così non si vive più»

di Gabriele Farina
«Viale Reiter, così non si vive più»

Zona Tempio, segnalazioni di degrado e problemi anche da via Poletti e dintorni

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MODENA. «I nostri clienti non sono tranquilli». Siamo in zona Tempio, un luogo che negli ultimi anni sta diventando tristemente famoso per il degrado, la prostituzione e il crimine di strada.

Appena mercoledì scorso il sindaco Muzzarelli ha convocato un’assemblea pubblica per giovedì 9 ottobre per discutere di soluzioni ai problemi esistenti. Il primo cittadino ha rilanciato il tema della sicurezza durante l’inaugurazione della nuova piazza Roma, rispondendo indirettamente alle accuse delle minoranze, che avevano parlato di «tanti annunci» senza però la volontà di occuparsi del problema. Gli abitanti, nel frattempo, attendono risposte. Dopo le proteste dei residenti si aggiungono le voci dei commercianti. «È un territorio ormai perso», ha spiegato Andrea Anceschi.

L’uomo è titolare dell’omonima trattoria in via Poletti, vicino a viale Reiter, e la sua analisi è critica. «In questa zona siamo con l’acqua alla gola - ha aggiunto - sempre al telefono con la polizia. Sabato scorso c’è stata una rissa e abbiamo perso venti prenotazioni».

«Restiamo aperti fino alle sei del pomeriggio - ha replicato Gianluca Rimondi, titolare del caffè Italia in viale Reiter - i gravi disagi iniziano la sera, ma anche noi abbiamo avuto problemi. Tutti i parcheggi qui a fianco sono sempre occupati, come se fossero prenotati per loro». I “loro” sono spesso indicati come i clienti di un negozio africano di alimentari.

«Le risse partono perché sono molte volte ubriachi - ha ripreso Anceschi - così non si vive più. Abbiamo perso il cinquanta per cento dei clienti, è necessario darsi una regolata. Uno non è razzista, ma lo diventa. Una sera sono uscito e mi hanno chiesto che se avevo “roba” da vendere. Sto pensando di mettere un campanello nel mio locale. In tal modo la sera lascio la porta chiusa ed entrano solo i clienti. L’altra volta è capitato persino che una persona entrasse per mettere a caricare il cellulare dietro la cassa mentre stavamo lavorando».

Gli interventi delle forze dell’ordine non tranquillizzano gli animi.

«Ogni volta che chiamiamo la polizia o i carabinieri - ha aggiunto Anceschi - loro vanno via subito. Quando sono di presidio non succede nulla, ma non possono rimanere sempre qui».

I problemi, hanno assicurato i residenti, sono tanti: prostituzione, droga, risse. I punti sul tavolo sono molteplici e riguardano tutta la zona, non solo il locale. «Noi possiamo solo segnalare - ha concluso l’uomo - e sperare in una soluzione. Parlare con i gestori del locale è improbabile. Avranno pure tutti i permessi per essere aperti, ma così si fatica ad andare avanti».

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