Dal Calvi al Venturi le ferite aperte dal sisma
Non è ancora finita la lunga rincorsa per riparare i danni dei terremoti del 2012 Entro fine anno in aula al Calvi-Morandi , tempi lunghi per il Venturi e il Fermi
Al di là di ristrutturazioni, periodiche manutenzioni e ampliamenti, quando si parla di edilizia scolastica il territorio modenese non può non pensare alla ricostruzione post-terremoto. A più di due anni dal disastro, infatti, i lavori intorno al comparto scolastico non si sono ancora fermati.
È il caso del polo Calvi-Morandi di Finale Emilia - reso inagibile dal sisma del maggio 2012 – dove i cantieri dovrebbero smontare entro fine anno. Gli studenti del liceo scientifico rientreranno in classe già entro settembre, con un lieve ritardo sulla tabella di marcia, mentre gli alunni del Calvi dovranno pazientare ancora qualche mese.
I lavori, iniziati a marzo, hanno dovuto attendere il via libera dalla Regione. Quasi due milioni di euro – provenienti dai fondi per la ricostruzione – per il consolidamento di parte delle fondazioni e delle strutture portanti, necessario all’adeguamento alle norme sismiche, e la ricostruzione dei tramezzi e controsoffitti distrutti. Nel frattempo, sono stati già completati sia la demolizione della vecchia palestra del Calvi che i lavori alla casa del custode e magazzino. Cantiere già finito, invece, per quanto riguarda il Luosi di Mirandola. La messa in sicurezza dell’istituto, infatti, completata come previsto entro settembre, ha avuto un costo di circa 2 milioni di euro, finanziato interamente da Eni. L’anno prossimo, poi, sarà il turno del Galilei. L’istituto - uno dei più danneggiati dalle scosse, tanto da veder demolita la sua ala principale - verrà ricostruito grazie al contributo delle Casse di risparmio di Modena, Mirandola, e Vignola, del gruppo Barilla e della stessa Provincia: in tutto, circa 10 milioni di euro. Il progetto definitivo, già approvato, è in attesa dell’autorizzazione sismica da parte della Regione, ed è prevista anche la realizzazione di una nuova palestra – il cui costo complessivo di aggira intorno al milione e 250mila euro. Non solo Bassa, comunque.
Nel piano della Provincia per il ripristino delle scuole superiori compaiono anche il Venturi e il Fermi di Modena. Da maggio 2012, infatti, l’istituto artistico ha dovuto fare a meno della sede di via dei Servi, danneggiata e resa inagibile dal sisma.
In questo senso, l’inizio del nuovo anno scolastico non porterà grosse novità: gli alunni continueranno infatti a dividersi tra le sedi di via Sgarzeria - la Provincia ha approvato ad inizio luglio il prolungamento del comodato oneroso dell’edificio, di proprietà dell’istituto delle Suore Domenciane, per 220mila euro annui - e via Rainusso, ripetendo il copione già visto negli ultimi 24 mesi. Ma, in realtà, qualcosa si muove: quest’estate, infatti, l’ente provinciale, tramite gara d’appalto, ha assegnato i lavori, che dovrebbero partire già in autunno. «L’intervento – ha spiegato a metà luglio l’assessore alle Infrastrutture, Egidio Pagani – ha già il finanziamento necessario di 2 milioni e 577mila euro». Nel frattempo, inoltre, procedono i lavori di ristrutturazione della sede dell’ex Deledda, in via Monte Kosica; dal prossimo anno scolastico (2015/2016) il Venturi si sistemerà nello stabile, in sostituzione della sede di via Rainusso. Il Fermi, poi. L’istituto tecnico, a dire il vero, due anni fa non ha subito seri danni. A differenza della sua vicina, la palazzina Ex Bidinelli, sede per diverso tempo dell’Istituto Storico della Resistenza, abbattuta a fine 2013. L’edificio che sorgerà al suo posto, però, sarà preso in consegna proprio dal Fermi, che in questo modo si amplierà, dotandosi di un polo d’eccellenza per il sostegno al settore agroalimentare. Le otto aule e i tre laboratori della struttura dovrebbero costare 1 milione e 400mila euro, un terzo dei quali coperto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Marcello Radighieri
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