Ferrari auto, Montezemolo lascia: si chiude un’epoca
L’annuncio delle dimissioni è stato dato alla stampa ieri a Maranello fra battute scherzose e l’impegno di riprendere presto a vincere in pista
Luca Montezemolo e Sergio Marchionne a fianco in una sala della Galleria Ferrari di Maranello per annunciare le dimissioni dell’uno e la successione dell’altro alla presidenza dell’azienda. A fianco anche per evidenziare la profonda diversità delle connotazioni dell’uno e dell’altro. Tanto misurato, a tratti piacevolmente ironico anche in un momento così difficile, capace di controllare emozioni, fastidi e commozione Luca Montezemolo. Quanto arrogante, incapace di reggere il contraddittorio con giornalisti che altro non fanno che il loro mestiere ponendo domande anche scomode, ripetutamente protagonista di “non risposte” alla stampa e di conseguenza ai tifosi ferraristi, ai clienti della casa di Maranello, agli appassionati in genere: questo appare, al contrario, Sergio Marchionne.
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Così per la Ferrari si è consumata ieri la fine di un ciclo sotto il segno di Montezemolo per aprirne un altro con Marchionne che diventa presidente dell’azienda. Causa scatenante: le sconfitte in pista che si protraggono da troppi anni. Motivazione reale e profonda: l’esigenza di Sergio Marchionne di presentare in ottobre il Gruppo Fiat Chrysler, con la nuova denominazione Fca, alla Borsa statunitense di Wall Street avendo in pancia, e soprattutto sotto diretto controllo personale, in primo luogo l’azienda Ferrari oltre a Maserati e Alfa Romeo: marchi che con il proprio “appeal”, con le proprie eccezionali capacità di attrazione verso gli americani potranno convincere gli investitori a sottoscrivere le azioni Fca.
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Lo stesso Montezemolo, evidentemente come da accordi pre-divorzio, ha più volte voluto sottolineare l’importanza epocale dell’ingresso in Borsa quasi come se fosse Ferrari a presentarsi direttamente a Wall Street e non Fca.
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L’incontro con i giornalisti si è snodato dalla parola “cazzate” lanciata più o meno scherzosamente dallo stesso Montezemolo, e ripresa da Marchionne, nei confronti di quanto hanno scritto i giornalisti negli ultimi giorni, alle battute sulla liquidazione che dovrà essere erogata a Montezemolo (saranno circa 27 milioni se si comprendono tutte le voci previste) per finire sulle garanzie di continuità nella gestione dell’azienda con l’amministratore Felisa e della parte sportiva con il manager Mattiacci. E con la conferma, ovviamente ufficiosa per una mezza ammissione, che Luca Montezemolo passerà alla guida di Alitalia-Etihad.
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Impressionante la capacità di Montezemolo, che inizialmente ha pronunciato le proprie parole di addio parlando ininterrottamente per oltre quindici minuti, di ricordare nomi, date, vittorie, insuccessi, emozioni che hanno caratterizzato la sua lunga vita in Ferrari. A testimoniare la reale partecipazione affettiva, la passione sincera con cui si è dedicato a quella che lui stesso ha definito «la cosa più importante della mia vita assieme alla mia famiglia».
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Difficile, molto difficile credere, nonostante qualche frase di ieri del nuovo presidente, che lo stesso approccio possa essere vissuto da Marchionne, anche se questo non significa che l’amministratore di Fiat Chrysler debba fallire l’impegno di riportare le Ferrari alle vittorie in pista, oltre che ottenere le gratificazioni cercate in Borsa. L’addio di Montezemolo potrà essere traumatico ma l’ambiente Ferrari confida nei successi di Marchionne.
Per il resto una lunga serie di annunci più o meno scontati.
Marchionne rassicura: «La Ferrari è nata e morirà italiana». E ancora: «Mi sono fissato: bisogna tornare a vincere e non ho dubbi che ci riusciremo». «Voglio proteggere l'integrità della Ferrari, non farla inquinare in un sistema automobilistico di mass market, il successo della Ferrari è dovuto in gran parte a questo». Poi: «La mia amicizia con Luca continua, non è stata intaccata dalle polemiche di questi giorni».
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E sul proprio destino personale: «Nel Cda del Gruppo Fiat hanno le chiavi del mio futuro. Io dipendo dal supporto di un ente e non sono io a decidere se e quando vado via. Ho dei piani personali e se coincidono andremo avanti altrimenti darò le dimissioni».
Qualche chiarimento da parte di Montezemolo, ribadito da Marchionne: «Ci sarà un piccolo fisiologico aumento rispetto al tetto di 7.000 vetture fissato, viste le attese troppo lunghe per non avvantaggiare la concorrenza ma resterà l'obiettivo di preservare l'esclusività della Ferrari».
Sulle dimissioni Montezemolo puntualizza: «Pensavo tra un anno ma va bene così per una fase nuova di importanza epocale». Poi: «È stato e rimane fondamentale il rapporto col territorio». E in chiusura: «Il 13 ottobre sarà il mio ultimo giorno di scuola». Per quella data la Ferrari sarà a pieno titolo nelle mani di Marchionne e Monrtezemolo potrà volare con Alitalia.
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