Piccoli Comuni da salvare I sindaci: «Roma ci ascolti»
Numeroso il gruppo dei primi cittadini dell’Appennino contrari all’abolizione Martedì manifestazione di protesta a Montecitorio: «Non è così che si risparmia»
«Mille anni di storia non si cancellano con un decreto». Tanti sindaci del nostro Appennino si sono schierati a favore di una manifestazione organizzata dall’associazione nazionale dei piccoli Comuni. L’Anpci scenderà in piazza martedì a Roma, in piazza Montecitorio, alle 11.30, contro l’ipotesi di accorpamento di cui si discute da tempo. «I piccoli Comuni non hanno grossi indebitamenti - ha spiegato Armando Cabri, ex sindaco di Polinago e componente dell’assemblea Anpci - rispetto ai grandi centri che sono tutti indebitati. I dati Istat hanno dimostrato come i costi procapite aumentino con il numero degli abitanti. L’Unione ha maggiori costi». «È un bene sostenere i piccoli Comuni - ha spiegato Leandro Bonucchi, sindaco di Montecreto - se andiamo a cancellare tutte queste realtà si cancella un patrimonio di usi e tradizioni. In questi primi quattro mesi ho visto rapporti e aggregazioni che non ci sono nelle grandi città. C’è un ritorno ai piccoli paesi. Non siamo isolati, accediamo a tutti i servizi. D’accordo l’Unione dei servizi e ottimizzare le spese, ma non cancelliamo le piccole comunità». «Mille anni di storia - ha ripreso Mirto Campi, sindaco di Fiumalbo - non si cancellano con nessun emendamento: abbiamo una storia e una dignità. Siamo favorevoli a questa iniziativa. La storia è fatta dagli uomini e qui è sicuramente importante». «Sono d’accordo su questa manifestazione - ha replicato Fabio Canovi, sindaco di Lama - anche se non potrò andarci. D’accordo l’Unione e i servizi, ma sono contrario agli accorpamenti. Ogni territorio deve mantenere la propria autonomia». «Sono dalla parte dei cittadini - ha ripreso Daniela Contri, fascia tricolore di Riolunato - i Comuni trovano difficoltà a dialogare. Serve un’azione che solleciti un intervento e maggiore interesse da parte del governo. È un tema da approfondire, anche se sono d’accordo in linea di principio». C’è anche chi ha sollevato dubbi sulla manifestazione. «Non possiamo sperare che continuino a esserci Comuni sotto i mille abitanti - ha sostenuto Antonella Gualmini, sindaco di Montefiorino - siamo in grande difficoltà. L’Unione era ed è giusta, solo che deve tenere conto delle caratteristiche di un territorio. Occorrono gruppi omogenei, ancora non ho capito se l’Unione a otto con il Distretto Ceramico potrà portare aspetti positivi. Penso al bando per spalare la neve o ai pullman per i bimbi. Siamo distanti 50 chilometri da Sassuolo, siamo una realtà diversa». Ci sono anche voci contrarie. «I piccoli Comuni non hanno più ragione di essere separati come in passato - ha spiegato Gian Domenico Tomei, primo cittadino di Polinago - lo sostengo dal 1997.. Difendere i Comuni con pochi abitanti non ha senso. Lavoriamo per fare il salto di qualità come territorio e andiamo avanti con l’Unione, che non vuol dire sopprimere il Comune». «Sono strumentalizzazioni politiche - ha concluso Corrado Ferroni, sindaco di Pievepelago - lotte contro i mulini a vento. Bisogna andare incontro all’accorpamento, non siamo in grado di garantire i servizi. Ci sono tagli lineari e non ci sono più entrate. Altrimenti sarebbero occorsi provvedimenti diversi già dal passato. So che un piccolo Comune può essere bello, ma serve garantire i servizi al cittadino. Evitiamo campanilismi dannosi».
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