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«Scelta opportunistica per non affondare»

«Scelta opportunistica per non affondare»

Il Comitato Modena Salute Ambiente: «Altro che senso di responsabilità. Noi lo diciamo da anni»

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«Ma che senso di responsabilità! Lo stop alla terza linea arriva perchè i conti non tornano più, nè economicamente nè politicamente, e per farli tornare Hera e Provincia devono fare marcia indietro, mascherandosi ovviamente da paladini della cittadinanza. Spero proprio che i modenesi non si facciano prendere per il naso». Silvano Guerzoni, presidente del Comitato Modena Salute Ambiente, va dritto al nocciolo, non usa mai mezzi termini. «Premetto che il fatto di non realizzare la terza linea è assolutamente positivo per la nostra città, poi aggiungo che come comitato ripetiamo da 25 anni che quella dell’incenerimento e del potenziamento degli impianti non è la strada giusta, che prima o poi ci si sarebbe dovuti arrendere all’evidenza...e oggi a scoprirlo sono proprio Provincia e Hera che per 25 anni non hanno fatto altro che spingere invece in direzione opposta». Quindi, se non al senso di responsabilità, a cosa è mai dovuta questa decisione? «Al fatto che non hanno abbastanza rifiuti da bruciare e al fatto che, malgrado le ripetute autorizzazioni a importarne da fuori provincia, non possono forzare ulteriormente la mano altrimenti il Pd si ritroverebbe con un’emorragia di consensi ancora maggiore di quella già in atto».

I dati? «Eccoli. Attualmente l’impianto, a linea unica, brucia 180mila tonnellate di rifiuti, la terza linea ne avrebbe bruciate altre 60mila. E pensare che 180mila tonnellate è anche la capacità dell’inceneritore di Bologna, città che ha 380mila abitanti più di Modena. Tra l’altro l’impianto di Bologna è diviso in due linee da 90mila tonnellate che possono alternarsi secondo le necessità. Qui invece con una enorme linea unica ci troviamo a dover alimentare un mostro bruciando anche il pattume preso da chissà dove. E questo è dovuto a una progettazione sbagliata avallata da politici ignoranti che non hanno mai voluto ascoltare la gente. Pensiamo solo al paradosso che oggi stiamo vivendo all’ombra dell’inceneritore: facciamo tutti la raccolta differenziata e poi respiriamo i fumi del camino che brucia i rifiuti di altri. Giunti a questo punto, consiglierei un esame di coscienza a quei politici che, dopo avere sbagliato ogni previsione, hanno il coraggio di definire “atto di responsabilità” l’abbandono della terza linea e che oggi si congratulano con se stessi. Pirro forse si è vantato meno della sua “vittoria”». Però in tanti hanno apprezzato le parole del presidente della Provincia. «Sì, forse i compagni di ferro che hanno abdicato al senso critico. Noi abbiamo la netta sensazione che non riescano più a controllare la base, che si vedano sfilare le sedie da sotto il sedere, agghiacciati da un’emorragia di consensi che oggi è il cruccio vero di questa classe politica di centrosinistra. Sono sempre meno quelli che votano a occhi chiusi e sempre di più quelli che hanno capito come funziona il giochetto: Hera fa utili a spese dei cittadini, ne versa una parte ai Comuni soci e una parte ai soci privati e tutti gli aumenti di tariffe, che andranno a rimpinguare quegli utili, sono avallate dai politici cui andranno parte di quegli utili. Questa o è malagestione o è malafede, decidano i cittadini. Per quanto riguarda il presidente della Provincia, diciamo che lo consideriamo un alfiere da pensionare. Meriti? Anche scavando a fondo, non ne abbiamo trovati. Ora si tratta di capire cosa vorranno fare i modenesi alla prossima tornata elettorale. Quante randellate vogliono ancora prendersi sul groppone prima di capire che è ora di cambiare aria o, per meglio dire, di far cambiare aria a tanti».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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