Bodei: «Splendore e celebrità le altre facce della medaglia»
Il professore, che è tra i fondatori della manifestazione, presenta le sue lezioni e si dice rammaricato per i continui tagli che rischiano di penalizzare la kermesse
Il Festivalfilosofia cresce, continua a farlo, nonostante le sempre minori risorse, calate di almeno un 10% rispetto a quando ha fatto il suo esordio, vale a dire quattordici anni fa. Ma non solo, nell'immediato futuro i contributi potrebbero essere ancora minori, a causa dei tagli pubblici imposti dal Governo.
Remo Bodei, filosofo e presidente del comitato scientifico del Festivalfilosofia non nasconde un pizzico di rammarico e preoccupazione per un futuro di tagli che potrebbero penalizzare la manifestazione che è cresciuta negli anni.
«Ci contenteremo - spiega Bodei - di avere le risorse avute in passato. È un discorso che guarda in prospettiva. Pensiamo all'abolizione delle Province, che ci farà venire meno il loro contributo. Pensiamo ancora alla progressiva abolizione delle Camere di commercio voluta dal Governo, anche questo contributo è a rischio. Ci piacerebbe avere maggiori risorse per rafforzare la parte relativa agli spettacoli o alle mostre, per cui non possiamo affidarci solo ai privati. E anche per il cuore del Festival, quello delle lezioni magistrali, invitare filosofi di culture straniera diventerà sempre più difficile in assenza di risorse o in presenza di risorse sempre minori. In questi anni abbiamo perso circa un 10% e la preoccupazione è che perderemo ancora di più in futuro. Malgrado tutto stiamo reagendo, non abbiamo operato alcuna spending review, perché non avevamo alcun spreco da abolito. E siamo contenti, perché la qualità non solo è sempre la stessa, ma cerchiamo di anno in anno di migliorarla».
Ma Bodei non è solo tra i fondatori di questo Festival che ogni anno inonda Modena, Carpi e Sassuolo, con i suoi filosofi. È soprattutto un filosofo e anche quest'anno terrà le sue lezioni magistrali, che per inciso ogni anno risultano essere tra le più affollate in assoluto. Sarà presente a Modena e anche a Carpi.
La prima lezione magistrale è prevista per oggi, alle 16.30, in piazza Grande, dove parlerà del tema “Splendore”.
«Qualcuno potrà trovare strano - spiega Bodei - che in un festival dedicato alla gloria si parli di splendore. I motivi sono tanti. Il termine stesso deriva dall'idea di sole, visto come fluido, che accompagna gli uomini nella vita sociale».
In particolare Remo Bodei parlerà della teoria platonica che precede il mito della caverna.
«Nella Repubblica Platone - spiega il filosofo - quando a Socrate viene chiesto cos'è il bene viene fatta un'analogia con il sole, inteso anche come sole interiore, della mente, dell'intelletto. Qui entra il mito della caverna, dove un gruppo di schiavi vede ombre che scambiano per realtà. Fin quando uno di essi, si libera ed esce, vede il sole. Ma quando torna per dire ai suoi simili che ciò che vedono sono ombre, questi non gli credono e l'ammazzano, come successo a Socrate. Questa idea di vita migliore, dunque, non coincide con la ricchezza, il piacere, la vedono i filosofi, dopo un lungo sforzo. E qui entra il concetto di democrazia, che permette di trovare il bene, ma impedisce che questo venga imposto con la violenza, ma affermato solo con le armi del consenso».
E ancora Remo Bodei tornerà ospite domani pomeriggio, alle 16.30, in piazza Martiri a Carpi, con la lezione sulla “Celebrità”, «intesa - dice Bodei - come qualcosa che dura poco, come non ricordare il famoso quarto d'ora di celebrità di cui parla Andy Warhol. Oggi c'è l'idea che tutti devono farsi vedere. La celebrità sostituisce nelle democrazie, che sono egualitarie, delle nuove aristocrazie di essere presenti».
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