Così piazza Matteotti diventa “terra di nessuno”
Esercenti e residenti raccontano il disagio e chiedono più controlli serali Ferraresi: basterebbero iniziative poco costose e una illuminazione migliore
Nulla è cambiato in piazza Matteotti: stessi frequentatori non proprio raccomandabili che soprattutto di sera diventato i veri e proprio padroni dello spazio in pieno centro storico. Chiesa di San Giovanni perennemente chiusa nonostante contenga un capolavoro di Mazzoni del '400; un palazzo rinascimentale con chiesa del Voto dall'altro lato della piazza e tanto degrado in mezzo. Con la velleità di eliminarlo affidata alcuni anni fa all'archistar Mario Botta. Questa è piazza Matteotti, pochi giorni fa teatro del grave ferimento di uno straniero.
Come si sta, in un giorno qualsiasi, in questa larga piazza a due passi dal Duomo? Male, almeno a sentire le persone che qui lavorano ogni giorno. Come confermano anche al ristorante “Officina della Senape”, gli agenti della Municipale sono transitati e hanno sostato varie volte sulla piazza, ma c'è la sensazione nella gente che non basti questa presenza, per forza di cose momentanea. «Qui - spiega Fabio, il cuoco della Senape - ci sono dei punti che appena arriva la sera sono terra di nessuno. La zona sul retro che immette in via Taglio è il punto peggiore, nonostante ci siano alcune luci e una telecamera. Altro punto in cui persone poco raccomandabili sostano tutte le sere è lungo le scale sul lato dell'ex cinema Odeon. La polizia municipale l'ho vista passare, ma il problema arriva perché la sera i residenti spariscono e criticano noi che tentiamo di portare persone a frequentare il luogo».
Chi il luogo lo vive perché ci abita è Marco Ferraresi portavoce dei residenti: «Servirebbero piccole cose a costi ridicoli per migliorare questa piazza e certo il ristorante qui sotto aiuta. Penso ad esempio che si potrebbe portare qui il gioco delle bocce, in modo da affiancare ai giochi dei bimbi quelli degli anziani. Inoltre occorre illuminare bene la piazza, come al Novi Park: oggi non invita a visitarla di sera e anche aver tolto le panchine non ha aiutato. Ha incontrato i vigili? Bene, ma tra dieci giorni sono sicuro che non passeranno più». Il controllo continuo, giorno e notte, dovrebbero fornirlo le telecamere che forse sono poche, ma ci sono: una posta dal lato della chiesa e una in fondo sul retro, nei pressi dell'asilo. Già, perché qui c'è anche un asilo nido, che a volte deve convivere con tipi poco raccomandabili nei pressi. Nell'angolo più degradato della piazza, a un passo dal luogo frequentato dai bimbi e dalle maestre, c'è la sede della Forestale dello Stato a cui seguono vetrine sporche e completamente abbandonate di una ex pizzeria ed ex banca. «Anche io vedo facce poco raccomandabili - spiega il giostraio Roberto Tamassia - e sento che soprattutto le mamme sono preoccupate, anche se qui chiudiamo alle 18,30». L'edicolante della piazza ha le idee chiare: «Le persone poco raccomandabili si sa esattamente chi sono, sono sempre le stesse e penso che forse chi potrebbe spostare queste persone ha deciso di tenerle in questo spazio. In effetti da qualche parte devono pure stare, del resto basta fare pochi metri arrivare in piazza Mazzini e vedere come la situazione sia ben diversa».
Stefano Luppi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
