Lodi e tanta gloria all’enogastronomia
Tra lasagne, cotechino, amaretti l’ispirazione del filosofo trova una vena inesauribile nella buona cucina emiliana
Come di consueto i menù filosofici sono stati affidati all'85enne Accademico dei Lincei Tullio Gregory. Il noto intellettuale e gourmet ha ideato un percorso gastronomico che verrà proposto per tre giorni in oltre 70 ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo, attraverso abbinamenti di piatti che hanno come minimo comun denominatore la “gloria”. A ciò si affianca, anche questa una delle più apprezzate idee della manifestazione, la “razionsufficiente”, il cestino del festival per pranzare e cenare a 5 euro. Inoltre “la portata dello chef”, ossia lo street food dei grandi chef modenesi proposto da noti cuochi del consorzio “Modena a Tavola” nel chiosco di Piazza Matteotti a Modena.
«Esistono molte possibilità - spiega Gregory, già docente alla Sapienza di Roma e direttore dell'Enciclopedia Italiana di scienze, lettere e arti dell'Istituto Treccani - attraverso le quali cercare la gloria. Si può cercarla in cielo, in terra, nella contemplazione del vero, nella manipolazione del falso, sui campi di battaglia, in televisione. Noi abbiamo pensato di proporre una via antropocentrica alla gloria, anche per reagire alle tante polemiche contro questo povero uomo: celebreremo le glorie del creato nelle mediazioni dell’homo faber e edens, dei cuochi, gloriosa stirpe di antichi sacerdoti del nostro vivere quotidiano: con loro potremo ripercorrere le strade maestre della cucina emiliana, in modo sobrio e umano. Abbiamo articolato i menu filosofici per rispondere al desiderio di una gloria tutta mondana, pronta a essere consumata in gustose portate create dalla tradizione enogastronomica emiliana».
Ecco dunque serviti sulle tavole modenesi nei tre giorni dei festival pranzi e cene, a prezzi differenti, ad esempio la pasta sfoglia, dalle lasagne ai tortelli ai tortellini, per finire con la torta di tagliatelle. Si passa poi all'animale per eccellenza enciclopedico, il maiale, servito in tutte le sue declinazioni: gnocco fritto e tigelle con lardo e affettati misti, gramigna al torchio rigorosamente con salsiccia, cotechino di Modena e piedini di maiale in agrodolce. Non mancano il bollito misto, accompagnato da saba, salsa verde e mostarde locali, oltre ad arrosti misti di galletto, faraona e coppa. Chi ama il pesce può tuffarsi invece nella gloria liquida del baccalà, dell’anguilla e dei pesci poveri. Quest'anno nelle enoteche sarà possibile invece gustare menù a base di stria, gnocco al forno, prosciutto e affettati, parmigiano reggiano, pecorini e lambruschi modenesi. Vedere sul sito www.festivalfilosofia.it per gli approfondimenti e i luoghi. (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
