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Renzi non pone problemi: sfida Bonaccini-Balzani

Renzi non pone problemi: sfida Bonaccini-Balzani

Salvo clamorosi colpi di scena il quadro è definito. Il segretario regionale a Roma con i vertici ribadisce di stare in campo e inoltra istanza di archiviazione

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Una giornata intera a Roma per parlare con i vertici del partito, Renzi in testa, e chiarire una volta per tutte la situazione. Il rientro in tarda serata e, stando a quanto si è potuto capire, solo un clamoroso colpo di scena potrebbe ora togliere Stefano Bonaccini dalla corsa alle primarie per la candidatura a presidente della Regione Emilia Romagna. Lui contro Roberto Balzani, questo il quadro ormai delineato da un partito che da mesi prova sempre di più a complicarsi la vita da solo.

Tempi rapidi per sperare di uscirne pulito e uscirne il prima possibile. Li chiede formalmente con un'istanza per l'archiviazione Stefano Bonaccini ai Pm che lo hanno indagato per peculato per uno scorretto, in ipotesi, utilizzo dei fondi pubblici da consigliere regionale. Pm che ieri gli hanno consentito, rispondendo velocemente alla sua domanda, di presentarsi e farsi interrogare. Si parla di circa quattromila euro che Bonaccini ha utilizzato per rimborsi chilometrici e pasti. L'uomo del Pd che ora mira a guidare la Regione sostiene siano stati soldi spesi, tra il 2010 e il 2011, per attività inerenti alla sua funzione e perciò spesi in modo corretto.

Su questo si basa l'istanza che in mattinata, come annunciato ieri dopo l'audizione, ha presentato in Procura il difensore di Bonaccini, avvocato Vittorio Manes: una richiesta ai Pm di stralciare la posizione del suo assistito dall'indagine “madre”, confidando che si possa arrivare al più presto ad una richiesta di archiviazione.

Nell'atto si leggerebbe che se vengono ritenute convincenti le argomentazioni presentate dal consigliere, i magistrati «procedano a definire la sua posizione».

Manes si dimostra «fiducioso» e dice di ritenere che «possano essere tempi solleciti», sperando che si tenga conto del «contesto particolare». Questa, ha detto infatti l'avvocato «non è una situazione normale», con riferimento all'urgenza di un candidato, pur negando che ci sia un trattamento di favore: «Non c'è nessuna corsia preferenziale».

Se Bonaccini ha comprensibilmente fretta, Matteo Richetti, l'altro nome del Pd che come il segretario autosospeso aveva voluto sapere la verità sulla propria condizione rispetto all'inchiesta, scoprendosi poi indagato, dovrebbe farsi sentire non prima della prossima settimana. Il parlamentare si è infatti ritirato dalla corsa alle primarie e forse anche per questo si prende più tempo per approfondire le carte che lo accusano: per lui si tratta di 5.500 euro sempre in 19 mesi. Richetti e Bonaccini hanno voluto vederci chiaro.

Gli altri consiglieri, invece, “giocano al buio” e, a meno che non facciano la stessa istanza ex 335 Cpp continueranno a non sapere fino all'emissione di avvisi di fino indagine.

Sin qui, infatti, nessun nuovo avviso di garanzia è stato notificato, se non l'avviso di proroga di indagine per tutti i capigruppo, di cui era emersa l'iscrizione nel registro degli indagati già un anno fa. Altri indagati poi si sono certamente aggiunti recentemente, di varie formazioni politiche. Alcune, poche, posizioni sono da chiarire. Poi i Pm valuteranno quali posizioni provare a portare davanti a un giudice, quali eventualmente archiviare. Mentre il Pd sostiene con la capogruppo Anna Pariani che non si può parlare di “spese pazze”, c'è chi, come l'ex M5S Giovanni Favia, spiega attraverso il suo legale, Francesco Antonio Maisano, di non aver interesse a fare l'istanza di certificazione e di non aver nulla da temere «avendo pubblicato a suo tempo tutta la rendicontazione delle spese on line».

Intanto il comitato organizzatore delle primarie del centrosinistra dell'Emilia-Romagna in programma il 28 settembre ha certificato con una nota che Roberto Balzani e Stefano Bonaccini «sono stati ammessi alle Primarie». Riunito nel pomeriggio alla presenza di tutti i rappresentanti delle forze politiche partecipanti (Pd, Idv, Sc, Cd, Verdi, Ps), il comitato ha esaminato «la documentazione presentata entro le ore 12 di oggi a supporto delle candidature»: quella di «Roberto Balzani è stata sottoscritta da 4.937 elettori, quella di Stefano Bonaccini da 5.000». «Pertanto - conclude la nota - avendo soddisfatto il requisito richiesto dall'Articolo 4, Comma 2 del regolamento delle Primarie entrambi i candidati sono stati ammessi».

Ecco insomma che, con Renzi che sembra essersi messo il cuore in pace, si vanno defilando le ipotesi alternative che fino a ieri portavano ai nomi di Daniele Manca, Giuliano Poletti, Graziano Delrio, Paola De Micheli e Rita Ghedini. (d.b.)

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