«Case per i giovani» aggirate le regole per ottenere il bonus
In elenco alloggi liberi sulla carta ma in realtà già occupati Chi rispetta il bando è penalizzato. La Regione non controlla
Case alle giovani coppie: ci pensa la Regione con un contributo in denaro. Ma le sorprese - come già accaduto negli anni passati - non mancano. Tra le domande accettate, spicca la richiesta del bonus da 35mila euro avanzata da una cittadina modenese che ha messo le mani su un appartamento da 400mila euro. Poi si trovano domande per il bonus richieste anche da altri quattro cittadini pronti a sborsare più di 300mila per comprare la prima casa in città. ma il record resta quello del 2013, quando un altro modenese fu assegnato il bomus per un appartamento da 500mila euro.
Ma soprattutto si parla di soldi assegnati anche a chi si trovava già dentro gli alloggi, addirittura prima dell'uscita del bando, come svelato in un'inchiesta della Gazzetta lo scorso maggio. I casi a questo punto potrebbero essere centinaia in tutta la Regione, e considerato che il bando è arrivato alla nona edizione erogando in totale 24milioni di euro, potrebbero sorgere numerosi dubbi sulla gestione fatta in via Aldo Moro a Bologna.
Tutto legale, grazie a un bando che dovrebbe favorire le giovani coppie e che invece pare favorire solo chi conosce le scappatoie di un regolamento che fa acqua da tutte le parti. Le condizioni di partenza non sono uguali per tutti e non favoriscono chi è senza un tetto. E la Regione non fa controlli, pur erogando soldi pubblici.
Le verifiche che erano state promesse nel 2013 dall’allora assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli per «evitare ogni fraintendimento» anche quest'anno non sembrano esistere. E il copione, come già successo nel 2012 e 2013, purtroppo si è ripetuto.
Le sorprese non finiscono perchè a richiedere il bonus si trovano anche gli inquilini di due appartamenti in via Mar Ligure. In quella situazione, gli alloggi risultavano liberi solo sulla carta perchè in pratica erano già occupati, come documentato dalla Gazzetta. Evidentemente, grazie alla poca trasparenza del bando e alla mancanza di controlli, qualcuno acquista l’alloggio contando sull’erogazione del bonus prima ancora che esca il bando, scavalcando così gli altri cittadini. Oltre prestarsi a giochetti, il bando potrebbe così favorire alcune categorie di cittadini. Come quelli che rientrano nel circuito delle cooperative edilizie, a scapito degli altri che invece seguono le regole alla lettera.
Ma come funziona? Con “Una casa per le giovani coppie e altri nuclei familiari” la Regione per il 2014 aveva messo a disposizione 7 milioni di euro per l'acquisto dell'abitazione con bonus da 20mila a 35mila euro. Sempre la Regione nei mesi scorsi aveva pubblicato su Internet un elenco di alloggi disponibili in tutte le province, che le giovani coppie potevano visitare per poi, successivamente, stipulare un pre-contratto con i costruttori. Una situazione ambigua: infatti le giovani coppie, per richiedere il bonus, dovevano prima trovare un alloggio disponibile tra quelli dell'elenco. E senza alloggio disponibile - assendo libero sulla carta ma già occupato nella realtà - addio contributo.
Proprio un funzionario regionale, la scorsa primavera, ammetteva che i controlli sulla reale disponibilità degli alloggi «non erano stati fatti». Ma a questo punto il bonus per l'acquisto della prima casa è stato richiesto da chi ne aveva bisogno, o anche da chi già si trovava dentro negli alloggi? Senza contare quei facoltosi cittadini pronti a sborsare 400mila euro. La scarsa trasparenza del bando rimane, e le promesse della Regione per ora risultano non mantenute.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
