«Com’è cambiato il significato di onore»
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Un viaggio nel vocabolario dell'onore. Questo ha offerto, ieri sera, in Piazza XX Settembre a Modena, il professor Marino Niola, con la sua lezione magistrale “Uomini d'onore”. «Perché l'onore – ha detto Niola – è una parola e ogni tempo, ogni società, dà a questa parola un significato diverso. Io partirà dal mondo greco, dagli onori degli eroi come Achille e Ulisse, per arriva all'onore contemporaneo, dei cosiddetti uomini d'onore, per capire cosa c'è di diverso e cosa c'è di comune. Solitamente l'onore viene identificato con il maschio, mentre la donna per essere onorata deve stare ferma. Pensiamo ad Ulisse che quando scende negli inferi chiede come si è comportata sua moglie, se ha ancora il suo onore. Certo di strada ne abbiamo fatto, ma se oggi si pensa ancora che una donna per essere realizzata debba essere madre significa che abbiamo ancora tanta strada da fare. Secondo gli antropologi mediterranei, inoltre, l'uomo d'onore non è buono, usa l'astuzia e la violenza, esattamente come fa Ulisse». Poi c'è l'onore contemporaneo, alla cui definizione Niola confessa di essere riluttante, perché solitamente viene associata a quella di criminalità (si ricorda il dialogo tra Buscetta e Falcone: “io sono Buscetta e sono un uomo d'onore). «Io non mi considero un uomo d'onore – dice il professore – ma un uomo d'amore. La criminalità prende i termini, il vocabolario della cultura popolare e li stravolge, come una costruzione abusiva. Perchè la cultura popolare non è criminale, così come quella religiosa, utilizzata dalla criminalità organizzata per sacralizzare i clan». Poi c'è l'onore che viene data dai media. «Oggi – prosegue Niola – la gloria si conquista sui social network. Pensiamo alle classifiche, alle top ten. Proprio in questi giorni Facebook ha incrociato 130mila classifiche e ha deciso quali fossero i libri che hanno cambiato la nostra vita. In questo momento la gloria maggiore va all'autrice di Harry Potter, mentre Omero è scomparso. Secondo le classifiche Omero non sarebbe un autore glorioso. L'onore è una parola che si restringe e si allarga a seconda dei contesti, delle epoche».
Felicia Buonomo
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