Manca la convenzione Palestre chiuse, è rivolta
Non ancora stipulato l’accordo tra Comune e Provincia, proprietaria degli spazi Corsi e allenamenti bloccati. Le associazioni sportive: «Ritardi incomprensibili»
Tutti contro la Provincia. Non per motivi politici o di “spending review”, ma semplicemente perché l’ente di fatto impedisce a più società sportive di iniziare la propria attività. In che modo? Semplice: ritardando la concessione d’utilizzo di tre importanti palestre cittadine, e cioè quelle dell’Iti “da Vinci”, del Vallauri e del liceo Fanti, tutte di proprietà della Provincia. Per quanto riguarda il loro uso in orario extrascolastico, e quindi da parte di società sportive, deve infatti essere siglato un accordo tra la Provincia e il Comune. Solo successivamente il municipio potrà assegnarle ai gruppi sportivi. Le società di pallamano, pallacanestro, pallavolo e altre ancora attendono però da fine agosto la consegna delle chiavi.
Intanto gli atleti vivono disagi difficili da digerire. «Domani (oggi per chi legge ndr) - commenta Emilio Bonfiglioli, dirigente della squadra di pallamano Terraquilia che milita in serie A nazionale - giocheremo in un importante torneo a Pescara dopo avere fatto allenamento in una palestra con il fondo “duro” e non in legno come alla palestra Vallauri. Così gli allenamenti sono stati più difficili e a livello muscolare i giocatori ne hanno risentito. Non credo che altre squadre di serie A abbiano avuto difficoltà simili. Per quanto riguarda le palestre ancora chiuse - aggiunge Bonfiglioli - devo dire che il Comune si è impegnato per arrivare puntuale a fine agosto, ma la Provincia resta ferma. Non so se questi gravi ritardi sono da imputare alla riorganizzazione dell’ente, ma è certo che in questo caso non è stata capace di funzionare a dovere».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Guido Leporati, medico e dirigente di Goldoni Pallavolo. «Il Comune - spiega - da mesi è impegnato su questo fronte, ma a quanto pare la Provincia ha un altro ritmo. È un ente con cui è sempre stato difficile interloquire. Per quanto ci riguarda, in queste settimane di palestre chiuse abbiamo rimediato con altre strutture spesso imponendo orari “difficili” ai ragazzini. Con l’inizio delle scuole sarà difficile chiedere a un 13enne di allenarsi alle 20». «Quello che non capisco, e mi piacerebbe mi fosse spiegato - commenta Mirko Dondi, responsabile della Carpine, sezione pallacanestro - è perché la Provincia impiega tanto tempo per approvare la convenzione con il Comune. Se è un problema di elezioni del nuovo presidente, che sarà a fine mese, allora possiamo rinunciare ai campionati... non si può iniziare ad allenarsi a ottobre. Al momento col settore Promozione ci stiamo preparando all’aperto mentre i senior sono fermi. Speriamo che almeno i piani orari restino quelli stabiliti altrimenti sarà il caos».
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