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rapina alle morane

«Nei giorni scorsi c’era un cliente sospetto»

«Nei giorni scorsi c’era un cliente sospetto»

Giuliana Tonini: «Non capiamo tanta brutalità. Secondo mio marito hanno fatto un “sopralluogo”»

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Giuliana, la moglie di Guerrino Tonini, esce dal pronto soccorso di Baggiovara con un cerotto alla tempia e un braccio fasciato. «Ci terranno sotto osservazione - spiega - i medici dicono che spesso dopo percosse di questo tipo ci possono essere nuove emorragie. Io ho dieci giorni di prognosi, mio marito ne avrà sicuramente di più». Neanche lei riesce a farsi un’idea del motivo di tanta ferocia. «Non so, erano sicuramente molto su di giri. Per me resta comunque qualcosa di inspiegabile oltre che inatteso: non abbiamo mai avuto minacce di nessun tipo, il nostro negozio non è così visibile e soprattutto la cassa era davanti a loro, a portata di mano. Eppure ci hanno picchiato con tale violenza...» Sospetti, ci sono: «Parlando con mio marito, mi ha detto che forse nei giorni scorsi uno di loro potrebbe aver fatto acquisti da noi. Ma è un’ipotesi». La ricostruzione dei momenti dell’aggressione resta lucida anche dopo lo choc: «Ricordo bene che mi trovavo nel bagno di servizio in fondo al corridoio dietro la bottega. Ho sentito un bandito che urlava: “Cosa stai facendo?” Sono accorsa ma mio marito gridava: “Vai via! Scappa! Scappa!”. Ho fatto in tempo ad affacciarmi e vedere uno di loro con una specie di cappuccio e subito dopo sono piovute le bastonate del complice dietro la porta».

Perché tanta violenza? «Come dicevo, non sappiamo darci una spiegazione. Erano sicuramente incattiviti. Soprattutto non capivano che quello che cercavano era a loro portata di mano».

Daniele Tonini, fratello del gestore malmenato e rapinato, è stato uno dei primi soccorritori e quando riesce a parlare, una volta compressa la rabbia e la tensione, non riesce a capacitarsi dell’accaduto «Questa è violenza gratuita. Questo è quello che abbiamo in questo Paese. E in questa città - si ripete sconsolato e pieno di amarezza - Modena è diventata invivibile». E dopo una pausa: «Si legge di gente che si arma per difendersi. In questo momento dico che fanno bene. Dobbiamo difenderci».

Sconvolti anche i due negozianti a fianco della gastronomia rapinata. Wadi Cherif, titolare della macelleria islamica: «Stavo servendo un cliente e non mi sono accorto subito di cosa accadeva Ho sentito Giuliana che gridava, sono uscito e li ho visti con il sangue alla testa. Il mio negozio è qui da cinque anni e scene del genere fino ad ora non si immaginavano neanche».

Diana Trembay del Forno di Adler è ancora in lacrime: «Le urla mi hanno spinta a uscire e ho visto Guerrino insanguinato. Poi ho visto uno dei banditi».

Carlo Gregori

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