Compro Oro irregolari: i vigili ne chiudono due
Controlli in via Cavallotti e largo Verona: manca l’autorizzazione alla vendita In città restano soltanto sei negozi dopo i sigilli al “Re Mida” e i casi di ricettazione
Sono stati chiusi due Compro Oro sul territorio sassolese. Il motivo? Mancanza di autorizzazioni alla vendita. L’operazione del Nucleo Tutela del Territorio e dei Consumatori della polizia municipale è scattata venerdì mattina e gli agenti hanno proceduto alla chiusura dei “Non solo oro”, di via Cavallotti e largo Verona. Il nullaosta alla vendita di questo particolare tipo di merce infatti, è personale. Chi è subentrato nella titolarità delle attività non ha invece provveduto a richiedere e ottenere l’autorizzazione, forse confidando che l’attività già in essere dei Compro Oro fosse sufficiente, o forse sperando di sfuggire al controllo diretto, continuando a operare negli esercizi già noti alle forze dell’ordine. Non funziona così, anzi è necessario fare istanza alla polizia per avere l’autorizzazione personale alla vendita di oro, un processo neppure troppo semplice a causa di controlli incrociati e passaggi burocratici.
I due esercizi “abusivi” sono quindi stati chiusi e per ora non si parla di riapertura e in più è scattata una multa che può arrivare fino a 1240 euro.
A Sassuolo esistevano prima di queste chiusure otto “Compro oro”, sotto diverse sigle, quasi tutti ubicati nel centro storico della città. Ne restano sei. In passato sono stati anche molti di più, ma alcune catene hanno chiuso e altre sono state chiuse forzatamente dall’autorità giudiziaria. È il caso ancora recente - avvenuto lo scorso anno - della catena Re Mida, che si vide chiudere venti negozi su tutto il territorio provinciale (in quel caso per ricettazione) tra cui anche quello Sassuolo. Un altro episodio risalente allo scorso anno che ha coinvolto un Compro Oro in città riguarda il furto nella casa di una donna: la colpevole fu identificata in un’amica mentre i gioielli riapparvero nella vetrina di un negozio di rivendita di preziosi a cui sempre più spesso le persone fanno ricorso per trovare contanti immediati e necessari alla sopravvivenza. Il boom dei primi tempi, spiegano gli esercenti di queste attività, si è sgonfiato un po’ alla volta e ha lasciato sul campo i negozi ritenuti più affidabili, spesso appartenenti a grandi catene in franchising. Ma il terreno su cui ci si muove è sempre rischioso e richiederebbe numerose cautele, non sempre possibili, per evitare di rimanere coinvolti in casi di ricettazione o in vendite di dubbia provenienza. I due punti vendita sassolesi appena scoperti non riportano comunque cartelli di chiusura da parte delle forze dell’ordine, ma risultano al momento soltanto in periodo di chiusura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
