De Monticelli: «Il rispetto un concetto da recuperare»
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“Dov'è oggi Socrate?”, è la domanda riproposta durante il suo intervento da Roberta De Monticelli, fenomenologa impegnata a trattare, nell'ambito del Festival , il tema del “rispetto”.Professoressa di filosofia della persona all'Università S. Raffaele di Milano, ha provato a indicare un percorso verso il rispetto in una contemporaneità che pratica “l'erosione dell'idealità”. E' la gloria stessa, intesa stavolta come “aspetto visibile della giustizia, paradigma della bellezza e della giustezza” ad aver perso la sua “idealità”. Roberta De Monticelli parte da esempi molto concreti, dalla bellezza e dal suo disgregarsi nel nostro stesso paese: «Siamo la terra dell'Ilva, della terra dei fuochi, delle metropoli sommerse dai rifiuti, del mancato rispetto di quello che abbiamo. Dilaga il realismo politico, praticato anche dalla nostra classe dirigente che sostiene che il reale è normale, qualunque cosa accada è giusto che accada, non c'è norma e regola che tenga». Un aspetto chiave di questa indifferenza è quella che definisce la “disperanza”, che non è la disperazione che si vive in territori più problematici, ma piuttosto la perdita di fiducia nel futuro e in un destino comune. E' anche l'attenuarsi del concetto di giustizia e diritto, che era inserito con grande dose di idealità nelle costituzioni post belliche basate sull'uguaglianza e sui pari diritti assoluti. Era una reazione all'intensificarsi della carica emotiva della parola “rispetto” negli ultimi tre secoli. Dal rispetto “kantiano” inteso come attenzione, considerazione a quello di Max Scheler che nel 900 usa una parola traducibile come “timore reverenziale”, da cui gli assolutismi e per reazione le costituzioni idealiste dell'era moderna. In questo percorso dunque “dov'è Socrate?”. Ai filosofi e alle altre figure educanti secondo De Monticelli spetterebbe guidare le persone a riconoscere l'idealità vera, che è nel nostro percorso di ogni giorno, «perchè viviamo immersi in una continua esperienza di piccoli e grandi beni e mali nei quali orientarci». In una definizione finale, il «rispetto è l'atteggiamento nel quale si percepisce qualcosa di più che l'irrispettoso non vede; la sensibilità per i tenui fili che proseguono nell'invisibile; la consapevolezza che il mondo e la nostra essenza portano in sé un'inestimabile ricchezza di valori» Socrate è nel recupero di queste sfere di valori «ma – conclude De Monticelli – nel fare da guida in questo percorso fino ad oggi non siamo stati all'altezza del compito».
Gabriele Bassanetti
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