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il clamoroso furto

Il Guercino? È già stato “dimenticato”

Il Guercino? È già stato “dimenticato”

Don Gianni Gherardi: «I fedeli non mi chiedono nulla, del resto quel quadro non era oggetto di devozione religiosa»

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Da un mese nella chiesa di San Vincenzo al posto del preziosissimo dipinto del Guercino raffigurante la "Madonna in trono con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo" c'è un buco. O meglio c'è un paesaggio di poco conto e nessuno pare ricordare più l'importanza dell'opera rubata una trentina di giorni fa.

«Il Guercino scomparso? I fedeli non mi chiedono nulla, del resto quel quadro non era oggetto di devozione religiosa. Certo era molto prezioso dal punto di vista artistico, come io so bene visto che mi intendo della materia più di tanti direttori di musei». Don Gianni Gherardi, 80 anni molto ben portati, non ha molta voglia di parlare della Madonna del grande maestro del Seicento emiliano, rubata dalla chiesa di San Vincenzo di corso Canalgrande, a fianco del tribunale cittadino.

Ma il furto è davvero clamoroso, avvicinabile a quello del Caravaggio effettuato forse dalla mafia a Palermo oltre quarant'anni fa. E in termini di immagine della città, l'episodio criminoso - al quale si sarebbero addirittura dedicate dieci persone nella notte tra il 10 e l'11 agosto scorso - ci mette davvero in cattiva luce in Italia e forse in Europa. Chi mai, tra i grandi musei internazionali, presterà più opere di rilievo a Modena se non siamo capaci di proteggere e diffondere la conoscenza delle nostre principali opere d'arte? «Non sono preoccupato - continua don Gianni - e con i fedeli parliamo di tanti argomenti, ma sul Guercino non mi chiedono nulla. Come sapete di recente sono tornati i Ris di Parma in chiesa, ma a me non è stato chiesto più nulla: ora non penso occorra parlare tanto di questo dipinto. Mi è venuto a trovare anche il sindaco Muzzarelli qui in San Biagio e gli ho fatto vedere le importanti opere d'arte che abbiamo». La chiesa di proprietà comunale contiene capolavori di rilievo, tra cui gli affreschi di Mattia Preti della cupola e un'opera trecentesca di Tommaso da Modena. La chiesa ora sarà restaurata dopo i danni del sisma, mentre il chiostro versa in uno stato di degrado incredibile, tenuto conto che siamo lungo via Emilia centro.

Sul lato delle indagini va ricordato che gli inquirenti, sia locali sia i carabinieri del Nucleo di tutela patrimonio culturale continuano a indagare a fondo. Nei giorni scorsi c'è stato anche un blitz in via Verdi dove i militari speravano di individuare, se non l'opera rubata, almeno indizi utili alle indagini. Al momento diverse sono le ipotesi investigative: quella di un furto su commissione magari voluto da un collezionista pazzo, visto che il quadro è conosciutissimo; o quella di un furto con richiesta di riscatto. E poi ci sono ipotesi di indagine più legate alla realtà locale. Quel che è certo è che i ladri non avrebbero lasciato tracce, neppure una, nella chiesa dove hanno sottratto un dipinto di 2 metri per 3.

Stefano Luppi

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