Gazzetta di Modena

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ROBERTO ESPOSITO

«Il vero potere al giorno d’oggi è nel capitalismo finanziario»

Come si determina il potere? Chi lo esercita? Come si caratterizzano le forme di subordinazione al potere? Sono le domande da cui il professor Roberto Esposito- docente di Filosofia teoretica presso...

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Come si determina il potere? Chi lo esercita? Come si caratterizzano le forme di subordinazione al potere? Sono le domande da cui il professor Roberto Esposito- docente di Filosofia teoretica presso l'Istituto di Sceenze Umane di Napoli- è partito per snodare l'ultima delle lezioni che ha animato le piazze carpigiane di Festival Filosofia dedicata al "Potere: potere delle persone, forza delle cose".

Principalmente due i piani sui quali ha posto la sua riflessione: uno di carattere politico- giuridico che coinvolge le logiche, e uno di carattere antropologico teso a coglierne le radici.

«Il potere riguarda sempre delle relazioni, pensando al potere dell'uomo sull'uomo si assiste al prevalere della propria volontà sugli altri». L'altra faccia di questo è la tendenza naturale dell'uomo alla sottomissione ha precisato Esposito riferendosi A Foucault «Il fenomeno del potere rimane esclusivamente legato alle relazioni tra uomini: l'uno sottomette l'altro». Ma l'idea originaria del potere, ha evidenziato il professore, non è quella che coinvolge la relazione tra persone bensì quella che coinvolge il potere degli uomini sulle cose.

Nell'Impero Romano a distinguere le due forme di potere erano proprio i concetti di Imperium, ovvero rapporto tra uomo e uomo, e Dominium rapporto tra uomo e cose. La distinzione tra il mondo delle cose e il mondo degli uomini era in opposizione.

«Nella Roma Antica le persone erano quelle che possedevano cose, gli schiavi non erano considerate persone e potevano diventare tali solo sulla base del possesso delle cose».

Quindi tre erano le categorie, persone-cose-persone come cose, e il rapporto tra i tre è sempre stato campo di indagine della filosofia nel corso della storia. «Il rapporto tra persone e cose si riproduce in forme differenti, senza discontinuità rispetto al passato, questo perché oggi i diritti umani sono faticosamente applicati». Oggi «Nel mercato globale le cose si equivalgono, il loro valore è meramente determinato dal tempo necessario a costruirle. -ha affermato Esposito- Hanno perso il loro valore simbolico, così come il rapporto con le persone. La cosa diventa oggetto, ossia qualcosa che può essere manipolato, consumato distrutto». Una visione nettamente lontana, ci dice lo studioso, dalla potenza simbolica che Marcel Mauss attribuiva al rapporto tra cose e personem pensando al dono, non determinato dalle logiche di mercato. Tuttavia ha avvertito «La civiltà contemporanea fondata sul mercato è irreversibile» pertanto occorre trovare alternative a un capitalismo finanziario, che «Seppur apparentemente non sembra aver un rapporto materiale con le cose, incide fortemente sulle nostre vite determinandola». Ci sono campi della scienza, come il biomedicale ad esempio, in cui l'oggetto tecnico non è un semplice oggetto perché contiene una razionalità che produce circolarità sociale. Esposito fa riferimento ad ausili medici, protesi, pacemaker. Qui le cose entrano a far parte delle persone, stabilendo con loro una relazione, che non è voluta o governata dal mercato.

Francesca Testi

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