In gita a Quistello per ripassare gli antichi sapori
Eccomi come promesso prima della pausa estiva a Quistello, nel Mantovano a due passi dalla nostra provincia, ad incontrare il “Mantovano” che a noi modenesi chiamar lambrusco fa un po' effetto o...
Eccomi come promesso prima della pausa estiva a Quistello, nel Mantovano a due passi dalla nostra provincia, ad incontrare il “Mantovano” che a noi modenesi chiamar lambrusco fa un po' effetto o quantomeno sorridere. Così dell'ottima Cantina sociale di Quistello mi faccio servire dall'Amico “Carlo" del mitico ristorante Ambasciata un Gran rosso del Vicariato di Quistello.
Lambrusco di fatto se non di nome, il quale, come altri mantovani, comprende ancora nella sua couvèe un sapiente uso dell'uva Ancillotta oltre al tipico Lambrusco Ruberti.
Ne consegue un vino corposo e strutturato ma equilibrato ed elegante che mi fa dimenticare i Campanili e godere il palato mentre attendo l'abbinamento che il magnifico "Romano" mi propone.
Romano Tamani, che proprio in questi giorni ha pubblicato un splendida biografia della quale ho orgogliosamente una copia con dedica, dopo aver scherzato annunciandomi fantasiosi piatti in abbinamento alla fine mi ha incantato con una tradizionale “Pasta e Fasoi”.
Sarà perché per noi modenesi l'Ambasciata è sempre stata uno dei “nostri” ristoranti con una calda anima molto padana più che lombarda. Ma oltre a farmi sentire a casa, questo connubio mi ha ricordato come si può fare altissima tavola senza lieviti e senza azoto. Questa per me è la Tradizione.
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