Modena, trova un tesoro ma è una beffa: 20 milioni di lire che nessuno gli cambia
Il piccolo tesoro lo zio defunto non l’aveva nascosto sotto il materasso, ma dentro un armadio nel garage. Nello smontarlo, il nipote 37enne di Modena lo ha ritrovato: duecento banconote da 100mila lire
MODENA. Il piccolo tesoro lo zio defunto non l’aveva nascosto sotto il materasso, ma dentro un armadio nel garage. Nello smontarlo, il nipote 37enne di Modena lo ha ritrovato: duecento banconote da 100mila lire l’una. Venti milioni. Ma sono vecchie lire. E qui cominciano i problemi, perchè il cambio lire-euro si è concluso ufficialmente due anni fa.
Il modenese si è rivolto all’associazione Agitalia, che cercherà di evitargli la beffa. Anche se lui grandi progetti, su quei soldi, non li fa: «Non è una cifra che ti cambia la vita... Piuttosto, per favore non mettete il mio nome sul giornale. Non mi spaventa la curiosità della gente, quanto l’Agenzia delle Entrate. Ho una attività e non vorrei...» scherza il nipote.
Da parte sua, Agitalia - Associazione per la giustizia in Italia, con sede a Roma, è convinta di poterla spuntare e ottenere il cambio in euro. La cifra sarebbe all’incirca 10mila euro. “Se è vero che è stato stabilito un termine decennale (2002-2012) per il cambio delle lire in euro - scrive in una nota Agitalia - è altrettanto vero, come sostiene ampiamente la Giurisprudenza, che qualsiasi termine di prescrizione o decadenza decorre da quando il soggetto è posto in grado di far valere il proprio diritto, quindi nei casi in esame i dieci anni per il cambio lire/euro decorrono dal giorno del ritrovamento delle somme in lire”.
Ad dare sostegno a questa linea, anche una recente sentenza: “Il giudice Guido Vannicelli del tribunale di Milano, in un caso praticamente identico ha sollevato l’illegittimità costituzionale del decreto Monti (art. 26 D.L. 121 del 6.12.2011) che aveva sancito l’immediata decadenza del cambio della lira in euro. Questo esproprio forzoso del Governo Monti (sono le parole utilizzate dal Magistrato nel provvedimento) contro i cittadini sembra destinato dunque a finire” sottolinea l’associazione. Che ora chiederà il cambio “tramite l’istituto della mediazione bancaria, in considerazione del fatto che Bankitalia non vuole cambiare più le lire in euro”. È stata già attivata la procedura e le parti saranno convocate per il 5 novembre prossimo.
Agitalia ha seguito la stessa strada anche per la riscossione di titoli di credito pubblici anche molto vecchi nel tempo (quali ad esempio Bot, libretti bancari e postali, buoni postali, polizze assicurative).
Sempre a Modena, l’associazione si era occupata l’anno scorso di un vecchissimo deposito bancario ritrovato dagli eredi.
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