Gazzetta di Modena

Modena

La vergogna oramai è diventata un “fai da te”

La vergogna oramai è diventata un “fai da te”

...

2 MINUTI DI LETTURA





Gabriella Turnaturi ha intrattenuto il pubblico a Carpi investigando un sentimento oggi apparentemente divenuto raro: la vergogna. Quale il nesso con la gloria? Protagonista del suo ultimo libro (edito da Feltrinelli), la vergogna condivide con la gloria l’essere uno stato d’animo che trae origine dallo sguardo altrui, dal pensiero di essere visti anche solo a livello immaginario. La vergogna e la gloria, inoltre, sono legate all’amore che ognuno ha di sé, per cui l’una è il risvolto della medaglia dell’altra, spiega Gabriella Turnaturi. Gloria e vergogna, infatti, sono generative l’una dell’altra: l’assenza della prima causa la seconda; la vergogna può altresì spingere l’individuo a percorrere una strada di miglioramento che in alcuni casi porti alla gloria. In ogni caso, è l’idea che ognuno ha di sé, è il riconoscimento del proprio valore o, al contrario, la discrasia tra il proprio ideale di sé e ciò che gli altri vedono in noi, a muovere i due stati d’animo. La vergogna, in particolare, ci svela il rapporto che abbiamo con noi stessi, assurgendo al ruolo di dolorosa epifania. Ovviamente, fa la differenza rispetto a chi ci vergogniamo: chi sono le persone del cui giudizio ci importa? Quelle con cui condividiamo intenti, valori, un comune senso del pudore. Non è la trasgressione di specifiche norme che ci fa vergognare, infatti, ma piuttosto chi ci giudica secondo modelli di comportamento appartenenti al sentire comune. Ciò che oggi ci porta ad affermare che non c’è più vergogna di nulla è errato: non sono le regole di comportamento a esser venute meno, è il vuoto emozionale ad averne preso il posto, spiega Turnaturi. La società è divenuta più indulgente e, al suono di “così fan tutti”, ha originato una “vergogna fai da te”, i cui limiti vengono modificati a piacimento. La persona non ha più dunque nulla di cui vergognarsi perché a nessuno più interessa ciò che l’altro fa. La vergogna è dunque un sentimento con connotati diversi rispetto a un tempo. «Riappropriarsi del lato sano di questa emozione, trasformarla da limite in risorsa, giacchè ci trattiene dal compiere atti di cui sappiamo ci vergogneremmo - ha concluso - potrà ravvivare la nostra umanità».

Valeria Cammarota

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google