Misericordia: a tutti le lettere di licenziamento
I dipendenti: «Ora possiamo cercare un altro lavoro». Ma aspettano gli stipendi arretrati
I dipendenti della Confraternita della Misericordia hanno ricevuto le tanto attese lettere di licenziamento. La consegna è avvenuta venerdì nel corso di un incontro al quale hanno partecipato il presidente della Misericordia, Daniele Giovanardi, insieme a un volontario e, naturalmente i dipendenti.
Si tratta di un traguardo che i lavoratori puntavano a tagliare, dal momento che ora potranno fare iscrizione alle liste di collocamento e sperare di trovare un altro lavoro. O sperare che la Misericordia rinasca dalle proprie ceneri, e le premesse in questo senso sembrano buone. «Finalmente – afferma un gruppo di dipendenti – siamo liberi di cercarci un altro lavoro, anche se i problemi non sono certo finiti. Sarebbe ancora meglio, infatti, se ci pagassero i soldi che ci devono. C’è chi non riceve lo stipendio da gennaio di quest’anno e c’è chi versa in una situazione addirittura peggiore e non viene pagato da un anno. Abbiamo sentito più voci riguardo alla Misericordia: secondo una fonte ci sono alcuni volontari che sarebbero pronti a ripartire, proponendo i servizi portati avanti sinora dalla Confraternita. Ma non è detto che il nome sia sempre Misericordia, probabilmente il soggetto sarebbe completamente differente. Intanto, oltre a sperare di trovare un altro impiego, non ci resta che sperare che arrivi presto il nostro stipendio, perché così sono a terra nove famiglie. In aggiunta, rimane da chiarire la questione del Tfr, su cui la Misericordia ci ha detto che ci informerà nei prossimi giorni».
Sulle lettere di licenziamento consegnate ai dipendenti interviene la Funzione Pubblica Cgil: «Avremmo preferito che la Misericordia si fosse rivolta a un professionista - dice Marco Bonaccini, segretario generale - perché queste lettere non rispettano la normativa vigente. Secondo quanto stabilisce la legge in materia, infatti, quando i licenziamenti sono più di cinque, è necessario aprire una procedura di licenziamento collettivo. Procedura che consente di iscriversi alle liste di mobilità e di essere più appetibili in caso di nuova assunzione. Mi auguro, inoltre, che le lettere non abbiano ripercussioni sulla possibilità di percepire l’Aspi e, in aggiunta, nei prossimi giorni, la Misericordia dovrà mandare la documentazione all’Inps per il Trattamento di Fine Rapporto. Stiamo osservando con attenzione la situazione per evitare che il danno non si trasformi in una beffa».
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