Rapina con le bastonate: la polizia trova la Fiat Uno
L’auto usata dai tre banditi furiosi era abbandonata nella vicina via Viareggio dentro il parcheggio delle case popolari: ora la sta analizzando la Scientifica
In via Viareggio - una strada a breve distanza dal luogo della rapina, in via Bergamo, stessa zona tra via Morane e via Vaciglio - è stata trovata la vecchia Fiat Tipo che numerosi testimoni hanno indicato come l’auto usata dai tre banditi per l’assalto con il pestaggio a bastonate contro i coniugi Tonini, gestori del negozio di gastronomia. I tre banditi incappucciati e armati di randelli hanno abbandonato la vecchia utilitaria dentro un grande parcheggio che in via Viareggio viene utilizzato dai condomini delle case popolari Acer. In quel parcheggio, in mezzo ad auto anche abbandonate da tempo, ieri mattina gli uomini della squadra mobile della questura e il loro capo, il dottor Enrico Tassi, hanno fatto arrivare due carri attrezzi che l’ha portata via con una seconda auto. Di questa ultima non si sa nulla, tanto meno perché interessa agli investigatori.
Nel piazzale interno della Questura, la Scientifica ha trovato alcuni oggetti lasciati dai banditi, ritenuti di interesse per le indagini. Sono anche state rilevate impronte e tracce di altro tipo. È un primo passo per trovare nuovi spunti alle indagini se non almeno un volte dei tre banditi insensatamente violenti che hanno percosso alla testa e alla schiena Guerrino e Giuliana Tonini.
Non vi sono immagini da videocamere della zona, perché pare che non ci siano postazioni di videosorveglianza in quella zona che fino a ieri era considerata una specie di quartiere borghese tranquillo e soprattutto sicuro.
Ma era una pura illusione. In realtà, da almeno un anno le case intorno a via Bergamo, da via Vaciglio fino a via Morane, stanno diventando un luogo di ansia per chi ci abita.
«Siamo prigionieri in casa nostra: questa è la verità - spiega una signora cinquantenne che non ha l’aria di spaventarsi per poco - noi stiamo qui vicino - dice con il marito mentre si fermano in bici davanti al negozio “chiuso per rapina” - e abbiamo blindato la nostra villetta. Cancello automatico, tapparelle speciali blindate, porta blindata. Eppure i ladri sono entrati lo stesso e ora metteremo le inferriate. Sembra di essere in prigione, invece è casa nostra. Non è possibile. Capisco perché tanti dicono di volersi armare».
Alcuni spiegano che se negli ultimi mesi ci sono state rapine violente in tabaccheria (come quella in via Dalla Chiesa) e al bar (come al Bar Gerry per ben due volte), questo succede perché i banditi sfruttano la presunta tranquillità della zona: «In realtà - spiega un residente - la zona è così tranquilla che di sera non gira nessuno e i delinquenti se ne approfittano per spostarsi senza dare nell’occhio». Tantissimi i casi di furti: cantieri, garage e cantine sono continuamente presi di mira. Un passante segnala un recente “filotto”: quattro garage in una notte sola.
Anche al rapina alla gastronomia di via Bergamo è sicuramente maturata in questo ambiente: i tre banditi hanno scelto un negozio che conosce solo chi frequenta la zona perché non è visibile; sapevano muoversi in quelle strade anche per la fuga, come dimostra il luogo scelto per abbandonare l’auto della rapina.
Resta invece oscuro il motivo di tanta violenza contro i due negozianti. Guerrino è stato bastonato per aver reagito. In realtà stava indicando a un bandito che gli urlava di consegnare la cassa, che ce l’aveva proprio davanti, bastava afferrarla. Tre banditi in una crisi di nervi, insomma: tossicomani in astinenza, forse. Ma la polizia non esclude nessuna pista.
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