Rivara, la guerra delle due sagre
Doppio ristorante e doppio programma, tra business e deposito gas
SAN FELICE. C’è un programma “ricreativo parrocchiale” e un programma “da non perdere da oltre cinquant’anni organizzato dal comitato sagra”. Due programmi diversi, in sostanza, con due ristoranti diversi e due regie diverse. Tanto da indurre gli uni, quelli della sagra profana, ad annunciare spesso ai microfoni che quella dalla loro parte è la vera sagra, a dispetto - sottinteso - dell’altra sagra, quella “ricreativa” della parrocchia. Siamo a Rivara. Dove in paese c’era stata la spaccatura provocata dalla famosa adesione del comitato Sagra dei “Profani” alla sponsorizzazione - poi saltata - della ditta che vorrebbe ancora sparare i 4 miliardi di metri cubi di gas sotto la frazione. Ma la vicenda gas con la parrocchia è marginale: ha tenuto più banco il mancato riconoscimento di qualche indennizzo alla parrocchia che prestava a quelli dei 50 anni campo e strutture. Al punto che - si ricorderà - la sagra profana prima è “slittata” sempre più nei terreni di fronte al cimitero, poi si è fatto strada il famoso progetto del Palamagnamagna, la struttura permanente a servizio precipuo del comitato sagra, finanziata da Roma nell’ambito della ricostruzione. In ballo c’è poi tanto business, ovvero i soldi che si collegano alla gastronomia, e a bilanci non così condivisi. Così in questi giorni il ristorante della parrocchia ha esteso il suo menù ai secondi piatti, per finanziare la ricostruzione della chiesa, e dall’altra parte hanno guareschianamente risposto con le frittelle, la specialità dei primi. Quando poi l’altra sera con l’annullamento dei fuochi è stato annunciata dai profani la fine delle attività, i parrocchiani sono insorti, in quanto i loro spettacoli invece proseguivano fino a oggi, con il motocross.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google