«L’arpa mi rapì in piazza Grande»
Davide Burani era già musicista ma la sua vita cambiò a un concerto di Pavarotti. E nacque un amore
MODENA. Modena, terra di motori ma anche di grande tradizione musicale: lo sa bene l'arpista Davide Burani, 41 anni di Castelnuovo. «Della mia passione ho fatto la mia professione - racconta Davide che oltre a fare concerti insegna Arpa presso l'Istituto Peri di Reggio - mi sono avvicinato alla musica grazie a mio padre, perché avevamo in casa una fisarmonica. Io e mio fratello ci divertivamo a rubare di nascosto la fisarmonica che nostro padre teneva in un armadio finché un giorno l'abbiamo fatta cadere e così lui ha capito che mi interessava suonarla!»
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«Ho iniziato ad andare a scuola di fisarmonica dal maestro Giorgio Della Casa, grandissimo fisarmonicista che ringrazierò sempre per avermi fatto conoscere da vicino la musica: le prime nozioni le ho avuto da lui. Dopo qualche tempo ho deciso di passare al pianoforte e mi sono iscritto all'Orazio Vecchi».
Il primo anno, però, non superò l'esame di ammissione, l'anno dopo sì e iniziò a studiare pianoforte. L'arpa è arrivata molto dopo. Burani ricorda il concerto che Luciano Pavarotti regalò alla sua città in Piazza Grande, verso la metà degli anni Ottanta: «È stata una grande emozione, ho visto da vicino tutta l'orchestra schierata, c'era anche l'arpa e qualcosa cominciò a muoversi in me, anche se studiavo ancora pianoforte. Le arie che ho ascoltato dal grande Luciano le ho poi collegate alle opere che ho avuto modo di accompagnare in orchestra in tantissime occasioni e sono diventate parte di me. Verdi, Puccini e tante canzoni napoletane, il repertorio lirico che dalla mia città mi sono ritrovato come patrimonio fondamentale per la mia crescita umana e di musicista». Dal pianoforte all'arpa. «Il passaggio è stato immediato - ricorda Davide - il 24 settembre 1996 mi sono diplomato in Pianoforte e il 1 ottobre 1996 ero iscritto alla classe di Arpa al Conservatorio Boito di Parma. Ormai avevo deciso che avrei preso anche il diploma di arpa: era un richiamo troppo forte. E sentivo che l'arpa sarebbe diventata il mio primo strumento».
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Dal gesto nasce un suono, dal suono nasce un colore, dal colore un'emozione: sono questi i tre passaggi fondamentali che per Davide rappresentano il suono di uno strumento unico quale è l'arpa. «Modena è una città musicale. Sono contento di essere nato qui, nel cuore dell'Emilia, al centro dell'Italia; terra che ha nutrito grandi musicisti, grandi direttori, grandi cantanti . E mi piace tantissimo anche il nome della mia città: Modena. È un nome troppo musicale».
Tanti i giovani che si accostano con entusiasmo e competenza al mondo della musica e Burani dal suo osservatorio di musicista e insegnante ci dice la sua: «Mi piace moltissimo lavorare con i ragazzi e fare capire come si possono raggiungere certi obiettivi, con impegno, pazienza e tanta, tantissima costanza. E mi piace fornire fin dall'inizio l'impostazione sull'arpa: mettere le mani sullo strumento è davvero emozionante, e sono contento di farlo ogni volta!»
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