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«Nessun complotto, sono onesto e perbene»

«Nessun complotto, sono onesto e perbene»

Così sul palco di Bologna, dove ieri mattina ha presentato il proprio programma per il dopo-Errani

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In mattinata Stefano Bonaccini, alla Festa dell'Unita' di Bologna, aveva presentato il proprio programma per le primarie che sceglieranno il candidato del centrosinistra al dopo-Errani. Un discorso in piedi, senza mai bere un sorso d'acqua, con il quale il segretario regionale autosospeso ha presentato la sua idea di Emilia-Romagna. Partendo, inevitabilmente, dalle ragioni di una candidatura più che meditata e dall'inchiesta nella quale è indagato.

«La mia candidatura - aveva detto - nasce dal fatto che a un certo punto mi son reso conto che in tanti me lo chiedevano. E non c'era in campo un nome su cui potessero convergere in tanti». Perchè, ha spiegato aprendo il suo intervento, lui l'ha sempre pensata così: «Mettere l'ambizione personale un passo dietro rispetto all'interesse collettivo». Quanto all'inchiesta, ha ribadito di essere «una persona onesta e perbene» e, anche se ha ammesso di aver pensato al passo indietro, ha deciso di stare in campo chiedendo alla magistratura «di fare bene e fare presto». Non vede nessun complotto, Bonaccini, e aspetta «fiducioso il pronunciamento dei giudici. Ma ora, in queste settimane parlerò d'altro».

E d'altro ha parlato, partendo dai dieci temi in forma di hashtag (#lavoro #europa #velocità #parità #bellezza #legalità #sostenibilità #personecomunità #innovazione #attrattività) intorno a cui girerà la sua proposta di governo. Proposta che sarà arricchita con proposte raccolte online.

Dall'economia (con un nuovo patto per la crescita da fare nei primi cento giorni), alla burocrazia («Tutti ci dicono la stessa cosa: la Regione funziona, ma su questo c'è tanto da fare»); dalla spending review regionale con il dimezzamento delle società pubbliche e partecipate entro la legislatura, al tema dei diritti. E se dal palco ha reso omaggio a chi per 15 anni ha guidato la macchina che vorrebbe ereditare («Spero che Errani riesca in Cassazione a provare la sua innocenza») e ha negato di rappresentare “l'apparato”, a margine ha ringraziato l'ex segretario Bersani (che ieri l'ha definito un buon candidato), ha invitato il suo competitor Roberto Balzani a «usare toni amichevoli anche nelle idee diverse» e, pur non chiedendo esplicitamente l'appoggio dei sostenitori di Matteo Richetti (il deputato ritiratosi il giorno della consegna delle firme, anche lui indagato per le spese da consigliere), ha notato come i loro programmi siano «abbastanza simili».

Quanto ai dati sulla partecipazione, Bonaccini non fa stime: «Le abbiamo fatte in condizioni purtroppo particolari. Non c'è un traino nazionale... però ho visto che le persone quando le chiami a partecipare, tutto sommato rispondono sempre».

Insomma, le danze sono finalmente partite. Frenate negli entusiasmi dalla notizia dell'incidente nel quale è rimasto ferito il vicepresidente della Provincia di Bologna, Giacomo Venturi: «Giacomo tieni duro. Non fare scherzi. Altrochè primarie...», ha twittato Bonaccini dopo una visita all'ospedale dove è ricoverato.

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