Gazzetta di Modena

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Braida, degrado e poca sicurezza

di Alfonso Scibona
Braida, degrado e poca sicurezza

I cittadini protestano: «Spesso troviamo danneggiate le auto mentre nei parchi prevale la sporcizia»

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“A Braida si ricomincia”. Una frase semplice, sgorgata dalla illusione perduta di un quartiere che sta gradualmente tornando ad essere in mano a malavitosi e sbandati. Nelle ultime settimane sono stati tanti gli appelli e le segnalazioni alle forze dell'ordine, ma anche al nostro giornale, su come si sta “tornando all'antico”. Un antico, in verità che non ha nulla a che fare con la passata amministrazione (succedevano episodi anche negli ultimi cinque anni) ma ai tempi di Graziano Pattuzzi sindaco o, per dirla tutta, di colei che l'aveva preceduto: Laura Tosi. Ma è tutto così drammatico? Per fortuna no. «Servono più controlli e maggior sistematicità negli stessi – dice un residente del quartiere – perché siamo in una fase nella quale la microcriminalità, lo spaccio di sostanze stupefacenti ed i vandalismi sono in netta crescita. No, non si tratta di spaventare coloro che stanno circolando nelle notti sassolesi intorno alle nostre case: non si spaventano. Questa gente, in massima parte hanno meno di trent'anni, non hanno nulla da perdere, in quanto non hanno né lavoro e forse nemmeno voglia di cercarselo. È vero, sono in massima parte extracomunitari ma sono in aumento anche i giovani e non più giovanissimi italiani senza lavoro che vivono di espedienti». Gli ultimi episodi di vandalismo, soprattutto a danno delle auto in sosta lungo le strade, rispondono a queste considerazioni.

«Abbiamo un garage ma solo per un'automobile – dice un altro residente della zona di via San Pietro, di fronte all'ufficio postale di piazza San Paolo – ed abbiamo tre vetture. Due di queste restano fuori, più o meno vicine al nostro palazzo ed è già un paio di volte che troviamo i vetri rotti anche se non lasciamo nulla dentro; ma chi ruba e spacca i vetri non lo sa a priori». Uno dei punti meno vivibili è “ridiventato” il parco “le Querce” (ma c'è degrado anche al parco “Amico”, entrambi a Braida). Al mattino, qualche volontario si aggira per fare pulizia, ma sta diventando sempre più problematico. «Trovo di tutto – dice G.D. - ma tra cestini ricolmi di generi alimentari non consumati e stracci e profilattici c'è da stare poco allegri. Ai tempi del sindaco Tosi c'era addirittura un materasso dentro uno dei giochi per bambini, che veniva usato da una prostituta. Oggi ci stiamo andando vicino. Quello che manca, anche senza voler fare paragoni col passato, remoto e recente, è anche l'occhio del volontario: ce ne sono sempre meno e questo porta ad un certo modo di comportarsi per coloro che devastano dappertutto. Senza controlli da parte dei comitati anche quando non ci sono le forze dell'ordine tutto è meno sicuro. Serve una riorganizzazione generali, con il contributo di tutti i soggetti interessati».

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