Il consiglio a difesa di don Ciotti
Nonantola. Lettera aperta dei politici in sostegno del prete anti-mafia minacciato
NONANTOLA. Le recenti minacce del boss Totò Riina, intercettate dalla Dia di Napoli, a don Luigi Ciotti, coraggioso parroco di frontiera nonché fondatore di Libera, hanno dato luogo ad immediato sostegno al prete da parte di tutta l’opinione pubblica. Minacce di morte pronunciate dal boss mafioso proprio in occasione della ricorrenza di don Pino Puglisi, altro parroco vittima della criminalità organizzata. A tale proposito il Consiglio comunale ha diffuso una lettera aperta (a firma di sindaco, giunta, presidente del consiglio e capigruppo dei gruppi consiliari) a sostegno di Don Ciotti.
«Esprimiamo profonda solidarietà - si legge - a lui e alla fondazione per le minacce di morte rivelate recentemente dai giornali e pronunciate in carcere. Intercettazioni della Dia che sottolineano il grave pericolo a cui sono quotidianamente esposti Don Ciotti, gli uomini della scorta e quanti lo circondano.».
L'amministrazione nonantolana fa proprie le parole pronunciate dal valoroso uomo di chiesa, il quale ha detto in più occasioni: «Le mafie sanno fiutare il pericolo, sentono che l’insidia, oltre che dalle forze di polizia e dalla magistratura, viene dalla ribellione delle coscienze.».
La lettera aperta fa tesoro proprio di questo pensiero, aggiungendo: «La mafia prospera in condizioni di ingiustizia sociale, di disinteresse nei confronti del bene comune, di corruzione e di propensione alla disonestà: da vent’anni l’associazione Libera opera in questo contesto ostile mentre cerca di stimolare la cittadinanza attiva.».
Ecco dunque che anche nella lettera del governo nonantolano torna il “noi” pronunciato molte volte da Don Ciotti. «Questo noi riguarda tutti perché l’azione deve essere collettiva e condivisa. La mafia, da tempo, non è più soltanto un fenomeno circoscritto ad una parte del Paese. E questo gesto di solidarietà nei confronti di don Ciotti non vuole essere un sentito atto di vicinanza umana e basta. Ma un appello. Un appello a mantenere sempre alta e viva l’attenzione di tutti».
Patrizia Cantusci
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