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Occuparono la banca, ora possono tornare a casa

di Francesco Dondi
Occuparono la banca, ora possono tornare a casa

Finale. Protestarono alla CariCento per la lentezza dei contributi del terremoto Dopo mesi il cantiere è completato, ma manca il gas e c’è chi ristrutturerà ancora

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FINALE. Ad inizio gennaio, scoprendo che la liquidazione della prima tranche del cantiere non sarebbe stata incassata di lì a pochi giorni, occuparono la filiale della Cassa di Risparmio di Cento. Una protesta plateale, inscenata dai residenti di una palazzina di via Trento Trieste, nella zona della Maiolica, preoccupati dal rischio di non vedere completati i lavori della ricostruzione dell’edificio. L’impresa esecutrice dell’opera - l’Ati Dama srl - aveva infatti paura di restare senza la liquidità necessaria a saldare i debiti contratti per avviare il cantiere e così aveva concordato con gli inquilini la clamorosa mobilitazione. La vertenza, pur dopo lunghe traversie, si era comunque risolta nel migliore dei modi, gli operai della Dama non hanno smesso di lavorare e nove mesi dopo le reti di protezione sono state finalmente dismesse. Le abitazioni sono ristrutturate, o meglio quello che era inserito nel progetto di rimborso e finanziato con i fondi della ricostruzione post-terremoto è ormai giunto al termine, ma servirà ancora un intervento prima di rivedere popolata la borgata.

«Soltanto due appartamenti sono conclusi - spiega il delegato delle famiglie - Dobbiamo inoltrare richiesta a Sorgea per gli allacciamenti dei contatori delle utenze e poi si potrà tornare ad una vita dignitosa. Qui abitano anche anziani, il rientro nella loro casa è fondamentale. Mi auguro di poterglielo permettere entro fine mese».

Antonio Macrì, l’architetto che ha seguito passo passo l’intervento, può invece brindare. «Abbiamo tenuto duro - spiega - Gli operai hanno fatto leva sul proprio senso di solidarietà e siamo riusciti a portare avanti il cantiere anche quando le condizioni economiche non erano più sostenibili. Ora siamo orgogliosi di poter ridare una casa a queste persone. Qualcuno ha avanzato la necessità di fare ulteriori ammodernamenti, ma il progetto è completato».

«Serve un altro piccolo sforzo da parte del Comune - aggiunge Idriss Najjah, ormai un’ istituzione della comunità marocchina finalese e tra i fondatori dell’associazione Nuova Italia - Ci sono ancora alcuni interventi da fare per migliorare la situazione, soprattutto sulla parte retrostante a via Trento Trieste».

Alla breve cerimonia di consegna del cantiere ha partecipato anche l’assessore Angelo d’Aiello, che a gennaio aveva tentato un’opera di mediazione con la banca per scongiurare la protesta. «Quando un cantiere si completa è sempre una bella soddisfazione - dice - soprattutto se è legato ai lavori di ricostruzione del dopo-terremoto. Il progetto migliora sensibilmente queste abitazioni, spero di rivedere presto tutti i residenti nei loro appartamenti».

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